Zucchero Fornaciari, la voce italiana che ha fatto del blues una lingua internazionale

di Denise Bentivegna

25 settembre | Adelmo Fornaciari compie 71 anni. Da Roncocesi al successo internazionale, la storia di Zucchero attraversa blues, soul, rock e canzone italiana senza mai smettere di cercare nuove strade.

Il 25 settembre 1955 nasceva a Roncocesi, nel Reggiano, Adelmo Fornaciari, destinato a diventare per tutti semplicemente Zucchero. Un nome d’arte nato già sui banchi di scuola e diventato, nel tempo, uno dei nomi più riconoscibili della musica italiana nel mondo.

La sua storia musicale comincia lontano dai grandi palcoscenici. Negli anni Settanta arrivano le prime esperienze con diverse formazioni R&B, mentre nel 1981 la vittoria al Festival di Castrocaro con Canto Te apre una nuova fase del suo percorso. Due anni dopo pubblica Un po’ di Zucchero, il primo album in studio.

Dalla svolta americana al successo italiano

La ricerca di una propria identità musicale porta Zucchero anche negli Stati Uniti. Nel 1984 vola in California e l’incontro con Corrado Rustici e Randy Jackson contribuisce a orientare il suo percorso verso una musica sempre più contaminata, capace di mettere insieme la tradizione italiana con il blues, il soul e il rock.

Nel 1985 arriva Donne, presentata al Festival di Sanremo, mentre l’anno successivo Rispetto consolida la sua presenza nelle classifiche italiane. È l’inizio di una stagione nella quale Zucchero costruisce progressivamente quel linguaggio musicale che diventerà la sua cifra distintiva.

Poi arriva Oro, incenso & birra, uno degli album centrali della sua carriera, e con esso una serie di canzoni destinate a superare i confini italiani. Il blues diventa il punto di partenza per raccontare l’amore, la solitudine, il desiderio e quella parte più istintiva della vita che nelle sue canzoni trova spesso una dimensione personale e riconoscibile.

Il blues come lingua senza confini

Nel percorso di Zucchero le contaminazioni non sono mai state un semplice esercizio musicale. La sua produzione ha incontrato artisti e culture differenti, costruendo un ponte tra la tradizione italiana e la musica internazionale.

Da Senza una donna a Diamante, da Miserere a Baila (Sexy Thing), il suo repertorio ha attraversato epoche e pubblici diversi, mantenendo al centro una voce immediatamente riconoscibile e una scrittura capace di muoversi tra intimità e dimensione popolare.

È anche questa capacità di attraversare generi e collaborazioni ad aver portato Zucchero sui palcoscenici internazionali, fino a trasformare alcune delle sue canzoni in brani conosciuti ben oltre i confini italiani.

Una carriera ancora in movimento

A 71 anni, Zucchero continua a guardare alla musica come a un percorso aperto. Nel 2025 è tornato all’Arena di Verona con dodici concerti, raggiungendo oltre 120.000 spettatori per quelle date e portando a 720.000 il numero complessivo degli spettatori raccolti nei 66 concerti tenuti nell’anfiteatro veronese.

Nel 2026 è tornato negli stadi italiani con il tour “BAILA (sexy thing) 25th – Under the Moonlight”, dedicato ai 25 anni della celebre hit. Sei le date italiane, da Udine a Lucca, prima della prosecuzione del tour europeo.

E proprio Baila (Sexy Thing) guarda già al prossimo appuntamento. Il 10 giugno 2027 Zucchero tornerà allo Stadio San Siro di Milano per il grande finale del progetto dedicato ai 25 anni della canzone.

Intanto, il 2 ottobre 2026 è prevista l’uscita di una nuova edizione di Rispetto, a quarant’anni dalla pubblicazione dell’album.

Zucchero, una storia ancora da cantare

Dai primi gruppi R&B formati in Toscana ai grandi palchi internazionali, il percorso di Zucchero è quello di un artista che ha fatto della contaminazione una delle chiavi della propria musica.

Il suo repertorio continua così a muoversi tra passato e presente, senza rinunciare a quella miscela di blues, soul, rock e melodia italiana che negli anni è diventata il suo segno distintivo, e che continua a cercare nuove strade.