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Vivaista occulta piante di canapa: arrestato

Di fianco al terreno della propria azienda erano presenti 305 piante di canapa indiana: vivaista in carcere insieme al complice

Vivaista marocchino, con precedenti e già noto alle forze dell’ordine, continuava indisturbato a coltivare piante di canapa a fianco alla proprietà della sua azienda. Trasferito in carcere

I Carabinieri della Stazione di Calatabiano, coadiuvati dai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno arrestato in Fiumefreddo di Sicilia un vivaista 52enne ed il complice dell’azione fraudolenta 36enne di nazionalità marocchina, entrambi del posto, ritenuti responsabili di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti in concorso.

Il 52enne fiumefreddese, vivaista, era una vecchia conoscenza dei militari. Lo scorso 10 settembre, con modalità di fatto speculari, lo avevano arrestato mentre si prendeva cura di una piantagione di canapa indiana nascosta all’interno della propria azienda.

Evidentemente però l’uomo, con prospettive di guadagno sensibilmente maggiori, continuava a preferire questo tipo di coltivazione, non presagendo però di essere diventato l’obiettivo dei militari.

A seguito di ciò i militari hanno individuato un terreno in Contrada Fossa Noce, attiguo a quello di pertinenza dell’azienda di proprietà dell’uomo, ove, fiorenti e con un’altezza di 2,50 mt., hanno riscontrato la presenza di ben 305 piante di “canapa indiana”.

I militari hanno atteso pazientemente per beccare con le mani nel sacco gli “esperti” coltivatori. L’occasione si è presentata quando i due si sono presentati intorno alle 13 di ieri, dedicandosi alla potatura degli arbusti. Immediato l’intervento dei carabinieri e rocambolesca la fuga dei due alla quale i militari hanno posto fine proprio all’interno del vivaio.

Non soltanto il vivaista aveva, però, conti aperti con la giustizia. Il complice si trovava già agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per furto in abitazione. Nonostante ciò fruiva del permesso per allontanarsi dalla propria abitazione per recarsi sul luogo di lavoro. Proprio in quel vivaio ed alle dipendenze del suo complice.

Le conseguenti analisi di laboratorio effettuate hanno determinato che, il frazionamento della droga, avrebbe potuto consentirne la suddivisione in 1.808.040 singole dosi di marijuana.

Il giudice in sede d’udienza ha convalidato l’arresto dei due, disponendone il loro trasferimento in carcere.

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Redazione

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