Inserimento nel servizio sanitario pubblico provinciale, consapevolezza sulla presa in carico precoce e valorizzazione delle competenze professionali. Sono questi i pilastri al centro dell’impegno della Commissione d’Albo dei TNPEE (Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva) di Catania, determinata a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria in età evolutiva sul territorio.
L’impulso decisivo arriva dal 2° Congresso nazionale della professione svoltosi il 16 Ottobre a Roma, che ha visto la partecipazione di istituzioni politiche, mondo accademico e professioni sanitarie. Al centro del dibattito, il ruolo cruciale del TNPEE nella prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi del neurosviluppo. Dal confronto romano è emersa con forza la necessità di inserire stabilmente questa figura nei percorsi assistenziali e nelle équipe multidisciplinari.
Il piano per la sanità catanese: dialogo e continuità
Un messaggio che la Commissione d’Albo dei TNPEE dell’Ordine TSRM e PSTRP di Catania intende declinare immediatamente a livello locale. Il percorso, in realtà, è già avviato: a giugno 2025 la Commissione è stata accolta dal Direttore generale dell’ASP di Catania, consegnando un report dettagliato sulle criticità e sui bisogni assistenziali del territorio, estendendo poi l’interlocuzione alle direzioni ospedaliere e alla Neuropsichiatria del Policlinico.
Oggi l’obiettivo è dare continuità a questo percorso attraverso due direttrici chiare:
* Affermare la presenza di TNPEE nei servizi sanitari pubblici della provincia catanese
* Rafforzare la consapevolezza della rete di professionisti e della popolazione.
Più integrazione per il bene delle famiglie
Secondo la Commissione, valorizzare il TNPEE fin dalle fasi di valutazione funzionale permette di strutturare percorsi di cura più integrati e continuativi, offrendo un supporto concreto ai bambini e alle loro famiglie.
Il dialogo con le istituzioni sanitarie e universitarie proseguirà quindi nei prossimi mesi. La sfida per la sanità catanese non è solo riconoscere il valore di una professione, ma costruire una rete sanitaria efficiente capace di accompagnare ogni bambino e la sua famiglia dalla valutazione iniziale e lungo il percorso abilitativo.