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Terremoto a Catania, Boris Behncke: l’Etna non c’entra

Terremoto a Catania, oltre 20 scosse in poche ore nel capoluogo etneo. Boris Behncke: non si tratta dell’Etna.

Nella serata di ieri la città metropolitana di Catania è stata interessata da un potente sciame sismico. Le scosse di terremoto registrate sono state di varia entità.

La storia si ripete? Sempre sotto il periodo natalizio la città sembra essere presa di mira da una serie di terremoti. Ricordiamo il terremoto di Santo Stefano del 26 Dicembre 2018., definito peraltro il più energetico degli ultimi 70 anni. Anche l’anno scorso in periodo natalizio sono state registrate diverse scosse.

Il vulcanologo Boris Behncke fa un breve punto della situazione spiegando però che questa volta l’Etna non ha colpa.

«A proposito dei terremoti di stasera (23 dicembre 2021) consiglio di leggere l’articolo pubblicato dai colleghi di INGVterremoti. Non si tratta quasi certamente di terremoti “etnei”, cioè legati a movimento di magma sotto il vulcano, che resta al momento in uno stato di esaurimento dopo l’attività di quest’anno».

Secondo quanto spiega il vulcanologo i terremoti non sarebbe quindi provocati dalla nostra mamma Etna. Bensì sarebbero da addebitare ad una faglia compresa tra Catania e Gela.

«Certamente, ancora una volta, eventi di questo tipo ci devono ricordare che non dobbiamo smettere di lavorare per mettere in sicurezza le nostre abitazioni e lottare per abitare e lavorare in edifici antisismici.

Ecco una mappa con le faglie conosciute (o supposte) nel catanese, si vede che l’asterisco ricade preciso preciso su una faglia “Catania-Gela”, che è un sistema chiaramente legato ai processi tettonici fra le placche Africana e quella Eurasiatica».

Tra tutte le scosse registrate quella di maggiore entità è stata di magnitudo Ml 4.3 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 22:33 di ieri sera, 23 dicembre 2021. L’epicentro è stato localizzato circa 6 km a sud-ovest di Motta Sant’Anastasia in territorio etneo, con ipocentro a una profondità di circa 11 km.

Infatti nell’area dell’epicentro del terremoto si erano già verificati altri eventi nelle ore e nei minuti precedenti le 22:33. La maggior parte di questi terremoti è stata di bassa magnitudo, con alcuni eventi che tra le 21:36 e le 21:38 hanno raggiunto magnitudo Ml 2.9 e Ml 3.3.

In totale alle ore 23:00 sono poco più di 20 le scosse registrate nell’area compreso l’evento delle 22:33 di magnitudo Ml 4.3.

In base al modello di pericolosità per il territorio nazionale, la pericolosità sismica di questa area è considerata alta.

Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani evidenzia, nelle aree adiacenti, alcuni terremoti con magnitudo stimata intorno tra 4 e 5 (quadrati gialli), in particolare a sud nella Piana di Catania il terremoto del 23 dicembre 1959 (Mw 5.1).

Per il terremoto odierno, la mappa di scuotimento calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento fino al V-VI grado MCS.

Il terremoto è stato risentito in tutta la Sicilia orientale, in particolare nelle province di Catania e Siracusa. Il terremoto è stato risentito con intensità fino al IV-V grado MCS.

Si prevede che diverse scosse continueranno ad essere propagate. Una scossa è appena avvenuta con epicentro a Zafferana, proprio mentre ci troviamo qui davanti a scrivere.

I comuni toccati dal sisma in un raggio di 20 km dall’epicentro in cui la scossa è stata maggiormente avvertita sono Milo, Santa Venerina, Sant’Alfio, Giarre, Riposto, Trecastagni, Pedara, Mascali.

Per le ragioni di cui sopra si consiglia la massima prudenza, e di evitare luoghi troppo stretti o affollati, e di sottrarsi all’uso di ascensori.

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Redazione

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