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Cronache

Terremoto di Santo Stefano definito il più energetico degli ultimi 70 anni

Il terremoto di Santo Stefano ha spostato il suolo di 30 centimetri.

È questa la scoperta effettuata dai ricercatori dell’Istituto di Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a seguito del sisma che ha colpito la popolazione catanese il 26 dicembre scorso, considerato il più “energetico” degli ultimi 70 anni. I dettagli degli studi dell’INGV sono stati resi pubblici sul blog dell’Ente: la forte scossa infatti ha provocato una fagliazione superficiale sulla Faglia di Fiandaca.

Il fenomeno sopracitato però è abituale dopo sisma di magnitudo maggiore, non di 4,9 come quello di Santo Stefano, o più profondi. In questo caso, trattandosi di un’aerea vulcanica la fagliazione si è verificata comunque. La faglia di Fiandaca malgrado sia spesso sepolta sotto le colate laviche, viene individuata come un cambio di pendenza della topografia.

I risultati del terremoto sul terreno

Il sisma dunque ha provocato danni non da poco sull’area epicentrale e molteplici lungo la faglia di Fiandaca a Aci Catena sino a Monte Ilice per otto chilometri: gli spostamenti si aggirano intorno ai 30 cm in orizzontale.

Le zone più colpite si confermano tra Fleri, frazione di Zafferana Etnea, e Pennisi, frazione di Acireale.

E.G.

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Redazione

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