#attualità culturale

La chiamavano «Bocca di rosa». Come la chiameranno, a partire da adesso? Arriva la nuova risemantizzazione di un’espressione tipica e ormai topica, nel novero del linguaggio colto e allusorio, per indicare una prostituta. Siamo dinanzi all’ennesimo caso dell’italica consuetudine di almanaccare su tutto e su tutti, senza fondarsi su alcuna base documentaria

«La chiamavano bocca di rosa/ metteva l’amore metteva l’amore/ La chiamavano bocca di rosa/ metteva l’amore sopra ogni cosa». Dal 1967, la ballata dal titolo «Bocca di rosa», creata dal genio artistico del cantautore Fabrizio De Andrè in cooperazione con il paroliere Gian Piero Reverberi, è stata la canzone più colta, fischiettata, ripetuta dalla composita […]

Alla cultura il compito di tracciare il cammino di pace

Dentro la più fisiologica delle notizie, la Russia è ammessa alla 61^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, è contenuto uno tra i primi messaggi universali di rottura dello schema di questi tristi mesi dominati dalla violenza, vale a dire le guerre come destino del mondo. È proprio nel significato musicale dello slogan, In […]