«Supercazzola s. f. (iron.): Parola strampalata e assurda, discorso senza capo né coda, rivolti con convinzione a qualcuno per confonderlo e ingannarlo. Per estensione, essa indica una risposta, argomentazione o spiegazione elusiva, inconcludente o fallace; in senso figurato, cosa, entità inconsistente, farlocca». Sentiamo ancora il rumore sibilante da tappo per bottiglie vitree al sapore di vino dolce o secco con bollicine, francesizzatela pure in champagne, se vi aggrada.
Dopo decenni di snobismo intellettuale, una delle parole fondanti della comicità italiana è entrata nei canali dell’ufficialità, venendo pubblicata come neologismo nell’edizione 2025 del Dizionario Treccani della Lingua Italiana. Non possedete il cartaceo? Peggio per voi, tuttavia potete rimediare a andare al sito https://www.treccani.it/vocabolario/neo-supercazzola_(Neologismi)/ per avere una panoramica completa su una parola dapprima demonizzata, oggi ritenuta parte integrante del patrimonio linguistico, scritto e parlato nel Belpaese. Dobbiamo quindi festeggiare e annotare, come data sul calendario, quella del gennaio 2025?

Non vogliamo fare la figura da tipici precisini, eppure non siamo d’accordo. Retrodatate l’anno fondativo, sul quale poi fondare l’evento celebrativo, esclusivamente al 14 agosto del 1975. Illo tempore, veniva proiettato, in anteprima, il film «Amici Miei», distribuito nei cinema italiani a partire dal giorno successivo. Quanti non hanno riso, di gusto, alle virate retoriche del Conte Mascetti, intrepretato da un indimenticabile Ugo Tognazzi?
Il nobile decaduto usava confondere le vittime dei suoi scherzi con una tattica ben precisa: proferire frasi prive di senso, adoperando un linguaggio fumoso e infondato, ammantato di tecnicismi inesistenti per nascondere il nulla assoluto, celatosi dietro la parvenza della tronfia retorica da esperto. Il piatto è servito! Politici, intellettuali, giornalisti: chi non ha mai fatto uso, almeno una volta nella vita, di una supercazzola, finalizzata a prendere in giro il suo interlocutore?
Viene da porsi la più banale delle domande: perché abbiamo atteso, per ben mezzo secolo, di vedere la parola supercazzola come parte integrante e documentata dell’Italiano scritto? Dovevamo attendere un governo patriottico, affinché il clima cambiasse, rendendo possibile un inserimento, dapprima percepito come impresentabile? Al pari della storia, anche la lingua scritta, DEO GRATIAS, è soggetta ai revisionismi della storia. Buona supercazzola a tuti voi…rigorosamente prematurata!!!
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Chi ha coniato, per primo, la parola «supercazzola», entrata, di diritto, nel lessico giornalistico italiano? Riandiamo a quando tutto ebbe inizio e sorridiamo per una locandina cinematografica. Anno 1975, sotto l’egida di Pietro Germi e per la regia di Mario Monicelli, interpretazione magistrale del quintetto formato da Adolfo Celi, Duilio Del Prete, Gastone Moschin, Philippe Noiret e Ugo Tognazzi: il 15 agosto usciva, nelle sale cinematografiche italiane, il film, esilarante e innovativo nel proporre una comicità dissacrante dei più vieti luoghi comuni del vivere quotidiano nel Bel Paese. «Amci miei» ha fatto la storia dei film comici all’Italiana. Scoprite questo classico del genio artistico tricolore in tema di comicità!)