Il Castello di Sperlinga: un simbolo scolpito nella roccia
Tra i luoghi che popolano la nostra Isola e che meritano senza ombra di dubbio di essere visitati ce n’è uno nella provincia di Enna che ha gli aspetti di un gioiello. Stiamo parlando di Sperlinga, un luogo pieno di storia le cui radici risalgono addirittura alla preistoria e che adesso fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.
A caratterizzare questo splendido borgo è senza ombra di dubbio il castello, che in parte è scavato nella roccia e in parte costruito sulla roccia. Ma a ciò si aggiungono anche la panoramicità e persino anche l’ebbrezza di provare le vertigini quando ci si affaccia dalla parte più alta del castello.
Misteri astronomici e giochi di luce
La guida turistica Luisa Gardali parla proprio di questa particolarità e di come il castello sia un vero e proprio simbolo del luogo, grazie soprattutto alla roccia arenaria
«Il castello è un simbolo – spiega la Gardali – perché si adagia perfettamente sulla roccia arenaria, che si presta tantissimo a essere scavata, tanto che le stanze sono in ipogeo. Sperlinga viene dal greco spelaion, che significa grotta. Il castello nasce intorno al XII secolo e ancora oggi queste grotte sono studiate per funzioni astronomiche, perché quando entra il sole nel solstizio d’inverno e d’estate si vede questa luce che penetra e addirittura è una roccia anche cangiante di colore. Poi c’è un silos composto da dodici nicchie che fa la funzione di orologio solare».
La leggenda della Cortigiana e i Vespri Siciliani
Ma la bellezza non si ferma soltanto al castello, in quanto «ai piedi del castello di Sperlinga c’è un villaggio che è arroccato e dietro al castello, per la conformazione e per il luogo in cui si trova, si presta tantissimo alla leggenda della Cortigiana, una tradizione popolare che ad agosto si festeggia. Durante i Vespri Siciliani tutti volevano cacciare via gli angioini e invece Sperlinga li aiutò. Si dice che c’era una cortigiana che oltra a sfamarli per un anno intero andò anche a raccogliere il latte delle mamme che avevano partorito da poco facendo del formaggio da dare come companatico al pane. Infatti quando si entra nell’arco principale all’ingresso del castello c’è una bellissima scritta in latino Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit, che significa che mentre tutti si ribellavano ai francesi Sperlinga invece li aiutò».
Tradizioni e valorizzazione turistica
La posizione alta del castello, come abbiamo già detto, è una particolarità: «Salire è particolare perché la scala stessa è stata scavata nella roccia e quindi molte volte prima di arrivare alla sommità del castello si vede lo strapiombo, il che rende il salire un’impresa. Quello che penalizza il luogo in termini turistici sono le strade e soprattutto i mezzi come i grandi bus fanno fatica a fare manovre. Noi abbiamo fatto di tutto sperando almeno di creare un parcheggio poso distante dal sito e poi dei bus navetta che facciano da spola per portare i turisti verso il castello. Durante la festa della cortigiana c’è l’esposizione dei frassati, che sono dei tappeti tipici fatti dalle donne di Sperlinga».