Soft skills nelle scuole: la scuola non può più far finta di niente

di Palmina La Rosa

Le competenze non cognitive e trasversali non sono un’aggiunta al programma: sono il programma

La scuola italiana è davanti a un bivio.
Continuare a misurare solo ciò che è facile valutare, oppure riconoscere che il futuro dell’insegnamento passa anche dalle competenze non cognitive.

Autonomia, responsabilità, resilienza, capacità di collaborare: per anni sono state considerate “qualità personali”. Oggi sono riconosciute come competenze trasversali fondamentali per il successo formativo.

E non è più solo una riflessione pedagogica.
La recente sperimentazione competenze promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito rende chiaro che le soft skills nelle scuole non sono un’opzione.

La questione non è se, ma come

Molti docenti riconoscono l’importanza delle competenze non cognitive.
Il punto è un altro: come integrarle nella didattica quotidiana senza trasformarle in un progetto parallelo?

Il rischio è pensare che le soft skills siano “qualcosa in più”.
In realtà sono ciò che permette agli studenti di apprendere davvero.

Uno studente che non sa gestire la frustrazione difficilmente porterà a termine un compito complesso.
Uno studente che non sa collaborare faticherà in qualsiasi contesto lavorativo.
Uno studente che non ha sviluppato pensiero critico sarà fragile di fronte alla complessità.

Le competenze trasversali non sottraggono tempo alle discipline.
Le rendono efficaci.

Dalla norma alla responsabilità professionale

La sperimentazione competenze non cognitive e trasversali introduce una sfida concreta per le scuole: integrare queste dimensioni nel curricolo, nella progettazione e nella valutazione.

Non si tratta di aggiungere una lezione sulle emozioni o un laboratorio isolato.
Si tratta di ripensare la didattica in chiave più ampia.

La scuola è chiamata a osservare non solo cosa lo studente sa, ma:

  • come affronta le difficoltà
  • come lavora con gli altri
  • come organizza il proprio apprendimento
  • come reagisce all’errore

È un cambiamento che richiede strumenti, formazione e soprattutto consapevolezza.

Perché il tema riguarda tutti i docenti

Le soft skills nelle scuole non appartengono a una disciplina specifica.
Non sono competenza di un singolo docente.
Sono una responsabilità trasversale.

In un contesto educativo sempre più complesso, le competenze non cognitive incidono su:

  • motivazione
  • partecipazione
  • clima di classe
  • dispersione scolastica

Ignorarle significa lasciare scoperta una parte decisiva del processo formativo.

Una trasformazione inevitabile

Il dibattito sulle competenze trasversali non è nuovo.
La novità è che oggi la direzione è chiara.

Le competenze non cognitive sono entrate nel lessico normativo e nella progettazione scolastica. La sperimentazione competenze è un segnale preciso: la scuola sta ridefinendo le proprie priorità.

La questione non è più se le soft skills debbano essere sviluppate nelle scuole, ma come farlo in modo coerente e sostenibile.

Perché formare studenti capaci di affrontare la complessità non è un compito accessorio.
È la missione educativa del presente, la scuola non può più far finta di niente

Per approfondire

Palmina La Rosa è coach professionista certificata ICF e formatrice con oltre trent’anni di esperienza nel mondo educativo. Lavora con studenti, docenti ed educatori sullo sviluppo delle competenze non cognitive, delle competenze trasversali e delle soft skills nelle scuole. È orientatrice accreditata ASNOR e Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency.

Per approfondire il tema della sperimentazione delle competenze e dello sviluppo delle soft skills nella scuola: www.palminolarosa.it


Palmina La Rosa
Coach professionista e formatrice, da oltre trent’anni affianca studenti, docenti ed educatori nel costruire competenze, consapevolezza e leadership. Certificata ICF dal 2018, ha proseguito la sua formazione con l’High Impact Leadership Course del Cambridge Institute for Sustainability Leadership e con ACT Leadership (Brown University). È orientatrice accreditata ASNOR e oggi è Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency. Su L’Urlo, Palmina esplora la mente, le emozioni e le parole che plasmano il modo in cui abitiamo noi stessi.