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Seus e Sas senza cda in Sicilia, 5 mila lavoratori a rischio

Scaduto il CdA presieduto da Davide Croce, la Seus resta senza governance. Sindacati sul piede di guerra.

Incombe una necessità. Costituire i vertici di un direttivo che al momento è vacante, senza una guida solida e sulla quale potersi ancorare, la Seus e Sas restano come in bilico. A battersi in favore delle partecipate in primis Fp Cgil Sicilia, Cisal e Cisl Fp Sicilia.

Le due caselle vanno occupate subito, non possono essere prigioniere di trattative politiche e di contrasti all’interno della maggioranza. È quanto asserisce il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo Fp Cgil Sicilia che esprimendo il proprio malcontento mette davanti alle proprie responsabilità il Governo regionale e il Presidente Musumeci.

“E’ arrivato il momento di agire, di assumere provvedimenti immediati che sono necessari ed inderogabili per consentire alle due strutture, che erogano servizi importanti per le comunità, di potere funzionare a pieni giri. Ma perché questo avvenga è fondamentale che Seus 118 e Sas abbiano delle guide solide, competenti
e autorevoli”, sostiene Agliozzo.

Il monito dei sindacati punta non solo a far colmare il vuoto dei ruoli dirigenziali bensì a far ricoprire della cariche poste ai vertici nelle tempistiche di lungo raggio. Le nomine dei vertici Seus e Sas infatti non possono ridursi ad essere subordinate a tempistiche e beghe connesse a dinamiche di natura politica.

«Basta temporeggiare, basta ‘giocare’ a fare politica sulla pelle di cinquemila famiglie siciliane», afferma Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia. Sì esatto, al momento 5 mila lavoratori si trovano in una situazione di pericolo. Sembra difatti che 3.200 di questi rischiano nei prossimi mesi netti ritardi nei pagamenti degli stipendi.

«La situazione delle società partecipate della Regione Sas e Seus 118 – continua Montera – adesso è davvero al limite. E a breve potrebbero esserci problemi anche per pagare gli stipendi dei lavoratori. Il governo Musumeci, quindi, metta subito da parte le beghe interne alla sua maggioranza e nomini i vertici di questi due enti».

Ci si domanda come il governo non comprenda si tratti di una situazione sempre più insostenibile. Oggi lo scompiglio tocca 5 mila famiglie ma domani potrebbe produrre uno scenario ben più spiacevole. In
assenza di interventi urgenti questa noncuranza è destinata a produrre effetti sempre più drammatici.

«Seus e Sas ormai da settimane senza una guida solida a causa del mancato rinnovo del cda: una situazione di stallo intollerabile e insostenibile che mette a rischio il servizio e ritarda gli stipendi dei lavoratori e su cui non sono accettabili giochetti politici di sorta. Chiediamo – dichiara invece Giuseppe Badagliacca, Csa Cisal, – che il Governo Musumeci e l’Ars assumano le dovute decisioni, evitando il caos in un settore fondamentale specie in questo momento di pandemia. Non accetteremo rinvii o perdite di tempo sulla pelle dei lavoratori».

Anche l’AASI, l’Associazione Autisti Soccorritori italiani esprime il proprio scontento in merito ad una situazione sempre più insostenibile. L’AASI chiede infatti a tutto il mondo politico Sicilia, di nominare dei direttori e dei
dirigenti che amministrino la “Cosa Pubblica” con competenza ed armonia. In quest’ottica il governo regionale dovrebbe ascoltare le istanze sia degli operatori che degli utenti al fine di rispettarli e tutelarli e non indurli allo sbaraglio.

Il rammarico di Agliozzo non lascia spazio ai fraintendimenti. Il Segretario Generale Fp Cgil Sicilia dichiara pertanto che non può essere la Sicilia e non possono essere sempre i siciliani a pagare il conto per colpa di una politica miope, distratta e affaccendata in faccende che spesso perdono di vista l’interesse della collettività e il bene comune.

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Redazione

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