Scalinata Santa Maria del Monte a Caltagirone: esempio di arte funzionale

di Giuliano Spina

Fra i tesori artistici che popolano la nostra Isola c’è anche la scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone, lunga oltre 130 metri e costruita nel XVII secolo allo scopo di collegare la parte alta di Caltagirone, quella nuova, con la parte antica più giù. A fare da sfondo a questa scalinata sono diversi edifici balconati e conta ben 142 scalini sin dall’unificazione delle varie rampe avvenuta nel 1844 su progetto dall’architetto Salvatore Marino. Nel 1954 avvenne la decorazione degli scalini con mattonelle di ceramica policroma e in ciascuna alzata di gradino è stato applicato un rivestimento di maiolica policroma.

Una motivazione funzionale alla base della costruzione

Questa scalinata è uno degli elementi che hanno reso Caltagirone famosa in tutto il mondo e la guida turistica Pietro Piazza spiega come sia nata con una motivazione ben precisa.

«Questa scalinata, come quella che c’è a Modica – afferma Piazza –, nasce con una motivazione funzionale, ovvero per collegare il piano dell’attuale piazza del Municipio con la zona del castello che venne distrutto dal terremoto del 1693. La scalinata nacque nel 1648 su iniziativa del Senato di Caltagirone, che era una città soggetta al diretto controllo del re come Catania e come Siracusa. Quindi questo antico consesso cittadino decise di migliorare la comunicazione tra la parte bassa e quella alta del paese creando questa scalinata».

Uno dei tanti interventi infrastrutturali a Caltagirone dell’epoca moderna

Questo però non fu il solo intervento infrastrutturale fatto a Caltagirone, in quanto ci fu anche «il ponte di San Francesco, che collega la parte più antica di Caltagirone con il quartiere extra murario di San Francesco, quindi nel XVII secolo Caltagirone vide la fioritura di un’edilizia infrastrutturale per migliorare la comunicazione fra i quartieri. L’ultima modifica avvenne nel 1844. Fino a quell’anno c’erano più livelli che corrispondevano alle stradine laterali della scalinata, ma da quell’anno si riunì il tutto in un’unica scalinata e nel 1954, grazie all’opera del professor Ragonese, insegnante del locale istituto per la ceramica, che era stato voluto dal sindaco Don Luigi Sturzo, si decorarono le scalinate».

L’importanza della ceramica e il restauro attuale

Proprio la ceramica di Caltagirone si differenzia da quella di Santo Stefano di Camastra, nel Messinese, perché «ha una grandissima varietà di temi decorativi che va dall’età tardo antica fino ai giorni nostri. Ogni 14 scalini lui decorò con dei temi relativi a ogni secolo dal IX che danno questa policromia alla scalinata intera. A luglio durante la festa di San Giacomo la scalinata è decorata con dei lumini che vengono accesi tutti in una volta. Il materiale è una ceramica molto depurata perché Caltagirone è ricca di cave d’argilla. Vengono tolti dalla ceramica e tutti gli altri elementi che possono rendere impuro il materiale. Il processo trasforma la pasta in un materiale fine utile per materiali di lusso».

Alcune delle placchette che Ragonese realizzò attualmente «sono in una fase di restauro che non si sa quando terminerà. I calatini tengono a quello che è il loro vanto cittadino».