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Sammartino stralciato

Sammartino stralciato

Il nome di Luca Sammartino non compare fra i 35 indagati nell’operazione antimafia “Report” per i quali oggi si celebrerà l’udienza preliminare. La posizione del deputato regionale di Italia Viva, destinatario di un avviso di conclusione indagini con l’ipotesi di reato di corruzione elettorale, è stata stralciata dalla Procura di Catania.

Il difensore di Sammartino, l’avvocato Carmelo Peluso ha depositato una corposa memoria difensiva. Peluso ha allegato una documentazione comprovante la falsità del racconto di Girolamo “Lucio” Brancato indicato dagli inquirenti come il braccio destro del boss dei Laudani Orazio Scuto ‘u vitraru’. Lo scorso dicembre a Luca Sammartino era stato notificato – assieme ad altre 37 persone – l’avviso di conclusione indagine dell’inchiesta Report della Guardia di Finanza.

Sammartino fin da subito ha respinto le accuse, affermando di essere “consapevole di non aver commesso alcun reato”. Consapevolezza che gli farà affrontare con serenità (“sicuro di un’assoluzione con formula piena”) il processo frutto di un’indagine della Digos. La memoria presentata da Peluso mira a smontare alla radice la ricostruzione (date, luoghi, circostanze) del rapporto fra Brancato e il politico. E se i pm hanno disposto lo stralcio, al netto degli accertamenti in corso, significa che gli argomenti sono stati convincenti.

E nella richiesta di rinvio a giudizio, firmata dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dai sostituti Tiziana Lau- dani e Marco Bisogni lo scorso 11 febbraio, il nome dell’indagato Samartino già non compariva.

L’udienza preliminare di oggi

Oggi nell’aula bunker di Bicocca si apre l’udienza preliminare  davanti al gup Andrea Filippo Castronuovo per 35 imputati, alcuni dei quali detenuti. Alla sbarra – tra gli altri – ci sono i componenti della cellula mafiosa dei Laudani, che avrebbero avuto come capo Orazio Scuto. Quest’ultimo nonostante la detenzione (condannato nel processo Viceré) sarebbe riuscito a inviare direttive all’esterno nascondendo missive all’interno di pacchetti di cioccolato o succhi di frutta consegnati ai suoi familiari durante i colloqui in carcere. La Guardia di Finanza è riuscita a ‘intercettare’ le lettere indirizzate ai suoi uomini di fiducia, Litterio “Rino” Messina e Lucio Brancato. E se c’era da dare una lezione ci avrebbe pensato Giacomo “Rocky il pugile ” Caggegi.

Il Gico delle fiamme gialle ha fermato la fase di riorganizzazione dei Mussi i Ficurinia, che nel 2016 sono stati azzerati in ogni territorio. Attorno alla figura del boss Scuto ‘u vitraru’ si stava “facendo ripartire la vecchia guardia del clan”. Le mani dei Laudani sarebbero arrivate fino alle aste giudiziarie.

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Redazione

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