Roccella Valdemone, il borgo che si lascia scoprire da lontano: natura, rocce e sentieri da esplorare

di Giuliano Spina

C’è un paese che, tra le montagne della Sicilia nord-orientale, si lascia scorgere da diversi punti del territorio. Roccella Valdemone, arroccata sul suo rilievo roccioso, è riconoscibile anche da luoghi distanti, come la zona di Calderara, nel territorio di Randazzo, dove il borgo si inserisce nel paesaggio e invita a guardare verso la valle dell’Alcantara.

La sua posizione è una delle caratteristiche che lo rendono particolare: il centro abitato si sviluppa ai piedi di una grande roccia, in un territorio dove la natura, la geologia e la storia si intrecciano.

A raccontare le potenzialità del paese è Tindaro Puglisi, presidente della Pro Loco di Roccella Valdemone, che sottolinea il ruolo del turismo nella crescita dei piccoli centri.

Roccella Valdemone e il valore del turismo naturalistico

«I piccoli paesi come Roccella Valdemone si muovono attraverso il turismo. Il paese è cresciuto molto negli ultimi anni, fa parte della Riserva di Malabotta e tante persone cercano l’originalità, i prodotti locali e la natura», spiega Puglisi.

Il borgo si trova infatti in un contesto ambientale di grande interesse, legato alla Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta, un’area che custodisce boschi secolari, una ricca biodiversità e paesaggi caratterizzati da differenti formazioni geologiche.

Tra gli elementi che identificano l’economia e la tradizione del paese ci sono le olive e le nocciole, prodotti che raccontano il legame tra la comunità e il territorio. Accanto alle produzioni agricole, la natura offre altre particolarità, come la presenza delle orchidee, mentre il paesaggio è caratterizzato anche dalle rocce calcaree sulle quali si sviluppa il borgo.

Dalle Cascate di Palazzolo al Bosco di Malabotta

Le possibilità di esplorazione non si esauriscono nel centro abitato. Nei dintorni si trovano ambienti naturali che possono diventare tappe di un itinerario dedicato agli amanti delle passeggiate e del paesaggio.

«Nella zona ci sono le Cascate di Palazzolo, con un canyon e un percorso naturalistico. Poi c’è il Bosco di Malabotta, l’Altopiano dell’Argimusco e il Sentiero dei Patriarchi con rocce secolari», racconta il presidente della Pro Loco.

Le cascate e le gole di Palazzolo costituiscono uno degli ambienti più suggestivi dell’area, con le forme del territorio modellate dall’acqua. Il Bosco di Malabotta offre invece un paesaggio forestale di grande valore, dove si incontrano alberi secolari e sentieri immersi nella vegetazione.

L’Altopiano dell’Argimusco amplia ulteriormente le possibilità di visita: qui le grandi formazioni rocciose, modellate nel tempo dagli agenti atmosferici, compongono uno scenario inconfondibile. Il Sentiero dei Patriarchi richiama invece l’attenzione sulle presenze arboree e sulle rocce antiche che caratterizzano il territorio.

Un insieme di luoghi che può essere valorizzato attraverso itinerari capaci di mettere in relazione il borgo con il paesaggio circostante.

Le tracce dell’età del Bronzo e i percorsi da mappare

Accanto alla ricchezza naturalistica, il territorio conserva anche testimonianze che rimandano a epoche molto lontane. «Negli ultimi anni abbiamo trovato delle tombe dell’età del Bronzo», riferisce Puglisi, indicando un ulteriore elemento di interesse per la conoscenza e la valorizzazione dell’area.

La presenza di queste tracce archeologiche aggiunge una dimensione storica alla scoperta del territorio, dove la conformazione delle rocce e gli ambienti naturali si affiancano alle testimonianze delle comunità che lo hanno frequentato nel passato.

La prospettiva è quella di rendere più accessibili le diverse opportunità di visita, organizzando e documentando i percorsi presenti nell’area. «Ci sono percorsi che stiamo mappando per chi vuole visitarli», conclude il presidente della Pro Loco.