Ripensarsi, il progetto contro le dipendenze minorili

di Giuliano Spina

Un progetto territoriale tra Catania e Siracusa

Nell’ambito del progetto “RIPENSARSI: uno spazio di tregua per un racconto possibile”, le attività che vengono portate avanti sono le seguenti: sportello d’ascolto, laboratori pomeridiani organizzati negli spazi di tregua e gli incontri nelle classi. Le attività vengono proposte nei diversi comuni agganciati nella fase iniziale: il comune di San Pietro Clarenza, con la scuola secondaria di I grado “Elio Vittorini”, il comune di Pedara con la scuola secondaria di I grado “Casella”, nel distretto socio-sanitario 19 di Catania, la sesta municipalità di Librino con il coinvolgimento della scuola secondaria di II grado “Pestalozzi” e i comuni di Floridia e Solarino nella provincia di Siracusa, con le scuole secondarie di I grado “De Amicis”, “Quasimodo”, e “Elio Vittorini” (SR).

Sportello d’ascolto: uno spazio sicuro per raccontarsi

In totale, tra i vari Istituti vengono incontrati circa 1200 ragazzi; il primo aggancio avviene all’interno delle classi, con le modalità concordate con i singoli Istituti. Questo passaggio risulta fondamentale in quanto permette di cogliere le necessità specifiche di ogni gruppo classe, così da poter strutturare un intervento che nei mesi a seguire posso essere adatto alle loro esigenze.

Dipendenze comportamentali, digitali e da sostanze

Risulta necessario mettere in atto una certa flessibilità nel lavoro con gli adolescenti, tenendo a mente che lo scopo del progetto non è quello di obbligarli in attività che non sono di loro interesse o eseguire al di là delle necessità, in maniera rigida, quanto previsto dal progetto stesso, ma adeguare il progetto e i nostri interventi alle necessità dei ragazzi. L’obiettivo finale è quello di dimostrare ai ragazzi che esiste un modo diverso di essere ascoltati, e di essere per loro un aiuto concreto. I primi incontri nelle scuole hanno l’obiettivo di fare proprio questo, e risultano inoltre propedeutiche per proporre ai ragazzi le attività pomeridiane, come previste da progetto.

Laboratori espressivi: scrittura, teatro sociale e hip hop

In particolare:

– Nel comune di San Pietro Clarenza, presso lo spazio di tregua individuato alla Pro Loco di Camporotondo Etneo, i laboratori attivati, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i lunedì, il laboratorio di scrittura creativa e teatro sociale; e i giovedì il laboratorio di Hip-hop;

– Nel comune di Pedara, presso la sede dei Salesiani, luogo individuato e concesso dal comune come spazio di tregua per il nostro progetto, continuano i laboratori di scrittura creativa e teatro sociale i lunedì, e il laboratorio di hip-hop, i giovedì;

– Presso la VI municipalità di Librino, i mercoledì pomeriggio, iniziano nel polo educativo di Villa Fazio, tutti i laboratori previsti dal progetto;

– Nel comune di Floridia, presso lo spazio di tregua individuato presso la nostra sede dell’associazione in Contrada Vingnarelli, i laboratori attivi, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i martedì il laboratorio di scrittura e teatro sociale, e i lunedì il laboratorio di hip-hop.

– Nel comune di Solarino, presso lo spazio di tregua individuato presso il Museo Etnologico, i laboratori attivi, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i martedì il laboratorio di scrittura e teatro sociale, e i lunedì il laboratorio di hip-hop.

Il ruolo delle scuole nella prevenzione

Con lo stesso obiettivo, nello stesso periodo, viene proposto nelle scuole anche il servizio dello sportello d’ascolto, che di contro risulta essere un servizio molto richiesto dagli studenti: da ciò ci accorgiamo di quanto sia necessario dare spazio ai ragazzi di potersi raccontare in uno spazio a loro dedicato, che possa fungere come una “valvola di sfogo” dalle incombenze quotidiane, da uno stress generazionale che si configura in uno stato d’essere generalizzato che sembra accompagnare, nei modi più disparati e unici, ogni ragazzo incontrato.

L’impatto sui 1200 studenti coinvolti

La psicologa dell’associazione Amici San Patrignano Sicilia, Cecilia Belfiore, ha sottolineato: «Le scuole hanno mostrato parecchio entusiasmo nel partecipare a questo progetto, soprattutto perché hanno individuato la necessità di parlare di certi argomenti con i ragazzi e di coinvolgerli nelle attività proposte da noi. La risposta da parte dei ragazzi è stata diciamo variabile, perché all’inizio abbiamo avuto difficoltà ad agganciarli, in quanto hanno una tendenza a disinteressarsi alle cose più che a interessarsi. Quindi inizialmente è stato molto complicato suscitare il loro interesse, soprattutto per la partecipazione ai laboratori pomeridiani. Quando si trattava di prendere iniziativa e liberarsi da qualche altro impegno per partecipare alle attività era difficile. Si è trattato di laboratori di natura ludico-espressiva per far sì che i ragazzi possano parlare di sé ed esprimersi. Laboratori di scrittura creativa e podcast, di hip hop e di teatro sociale, che è una forma di teatro basato sulla relazione e sull’utilizzo del corpo per esprimere i propri vissuti interiori. Quello che abbiamo proposto la mattina sono invece degli incontri nelle classi per vedere le esigenze che emergono nei ragazzi. Il tema principale sono state le dipendenze, di natura comportamentale, digitale e da sostanze. Abbiamo proposto anche degli sportelli psicologici individuali e di gruppo per i ragazzi. In futuro queste attività di potranno diffondere anche in altre scuole».