Rinnovabili in Sicilia, Legambiente all’attacco sul DDL: «Testo frammentario e rischio moratoria mascherata»

di Giuliano Spina

Nonostante il rinvio in Commissione e il tempo supplementare concesso per il riesame del testo, l’occasione di dotare la Sicilia di un provvedimento organico sulle aree idonee è stata sprecata. È questo il giudizio severo espresso da Legambiente Sicilia, che boccia senza appello l’approccio scelto dalla Regione, preferendo modifiche puntuali alla legge regionale n. 29 del 2015 a un intervento sistemico e strutturato, come invece fatto da altre regioni italiane.

Un testo frammentario e privo di pianificazione

Per correggere il tiro, l’associazione ambientalista ha presentato all’Assemblea Regionale Siciliana e al Governo una serie di emendamenti mirati. Nel mirino c’è soprattutto la disciplina delle ulteriori aree idonee, concentrata in un unico articolo e priva di una chiara articolazione per tipologie territoriali e tecnologiche.

Inoltre, il DDL prevede di assegnare una priorità istruttoria ad alcune tecnologie specifiche. Una mossa che, secondo Legambiente, ignora il decreto legislativo n. 190/2024: la norma nazionale stabilisce infatti che le Regioni debbano prima adottare i Piani delle Zone di Accelerazione, presupposto pianificatorio indispensabile per applicare legittimamente le semplificazioni e le corsie preferenziali.

Il nodo della sospensione e il rischio di un blocco infinito

A destare le maggiori preoccupazioni è il nuovo articolo 2, che conferisce all’Assessore regionale per l’Energia il potere di sospendere i procedimenti autorizzativi per i nuovi impianti FER non appena saranno raggiunti gli obiettivi di potenza installata fissati per il 2030. Un traguardo che, ricorda l’associazione, rappresenta solo una tappa intermedia nel percorso di decarbonizzazione.

Ancora più critica la condizione posta per la ripresa delle autorizzazioni: lo stop cesserebbe soltanto con l’adeguamento delle infrastrutture di rete e con la piena applicazione dei prezzi zonali dell’energia. Sebbene quest’ultimo punto sia sostenuto da Legambiente per garantire benefici concreti a famiglie e imprese in bolletta, subordinare il rilascio dei permessi a un meccanismo di mercato nazionale non controllabile dalla Regione rischia di trasformare una misura teoricamente temporanea in una moratoria di durata indeterminata.

Castronovo: «Regole certe, basta incertezze sugli investimenti»

«Crediamo che questa nuova disposizione introduca, di fatto, un meccanismo di moratoria non previsto dalla normativa statale ed europea, suscettibile di aggravare il quadro regolatorio regionale e di scoraggiare gli investimenti necessari al percorso di transizione energetica della Sicilia», dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.

L’associazione chiede invece di imprimere un’accelerazione decisa, sbloccando i progetti già istruiti e approvati dalla Commissione Tecnica Specialistica regionale, e rafforzando al contempo l’organico del Dipartimento Energia per evitare pericolosi contenziosi o l’esclusione delle imprese dalle prossime aste FER X e MACSE.

«Resta il rammarico – conclude Castronovo – che il DDL in esame appaia ancora lontano dall’obiettivo di dotare la Sicilia di una legge chiara, organica e coerente con il quadro normativo europeo. L’obiettivo deve essere coniugare la tutela del territorio e dell’agricoltura di qualità con l’accelerazione della transizione energetica, attraverso regole certe e una pianificazione trasparente».

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