Restauro edicola votiva S.Agata Antico Corso: sinergia tra enti e cooperative

di Giuliano Spina

La festa di S.Agata si avvicina e in città l’atmosfera è sempre più bollente. Ma in tutto questo trovano spazio anche le iniziative e un capitolo a parte merita senza ombra di dubbio il restauro dell’icona di Sant’Agata del quartiere Antico Corso in via Plebiscito.

Un intervento di recupero nel cuore dell’Antico Corso

Si è trattato di un’opera nata da una raccolta firme della comunità dei devoti e delle devote e che è stata possibile grazie alla disponibilità dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” e all’autorizzazione e alla partecipazione della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania. Della realizzazione si sono occupate la dottoressa Lina Lizzio e la dottoressa Elisabetta Gregorio.

La sinergia tra enti pubblici e cooperative sociali

In tutto questo però ha avuto un ruolo fondamentale l’associazione Officine Culturali, che si è fatta carico di questo intervento come segno di riconoscimento per il quartiere che la ospita. Manuela Lupica, direttrice della cooperativa, ha parlato di come è nata l’idea di questa opera di restauro.

«L’altarino è stato sempre aperto e attivo – ha detto la Lupica –, ma il tutto nasce dal fatto che c’è una comunità di devoti e devote che se ne prendono cura da diverse generazioni, perché l’altarino insiste su un edificio settecentesco e l’icona è della metà dell’Ottocento. Era in evidente stato di deterioramento e gli abitanti del quartiere hanno promosso una raccolta firme. Una volta evidenziata l’esigenza di intervenire hanno chiesto aiuto a Officine Culturali per le operazioni preliminari come la richiesta di autorizzazione alla proprietà dell’immobile (il Policlinico di Catania) e interagire con la Soprintendenza e Officine Culturali si è fatta carico di tutto questo».

Il valore storico e religioso dell’edicola votiva di Sant’Agata

Il valore di questa iniziativa è proprio «il gesto di riconoscenza e di restituzione verso un quartiere che ci accoglie da sedici anni, l’Antico Corso. Ci occupiamo di valorizzazione dei beni culturali e di attività nel territorio. Si è cominciato dal basso e l’anno scorso, nel gennaio 2025, quando abbiamo presentato l’avvio dei lavori, che sono iniziati però il 4 novembre del 2025. L’abbiamo ricollocata da poco e la sveleremo domani per un momento religioso che prevede la restituzione di questa icona interessata».

Cultura e devozione

Come si è potuto capire c’è stata una certa sinergia con l’Università di Catania e«la cosa interessante è anche tutto quello che si è messo in moto, con le professioniste incaricate del restauro, Lina Lizzio ed Elisabetta Gregorio, ma anche il Dipartimento di Scienze Umanistiche, che ci ospita, con la direttrice Stefania Rimini ci ha accolte. Ogni venerdì pomeriggio lo abbiamo aperto lì al Monastero dei Benedettini ai visitatori ed è stato bello vedere i devoti che vedevano i progressi. Inoltre a proposito di università con il Dipartimento di Fisica e Astronomia sono state fatte ulteriori indagini diagnostiche. Proviamo un’immensa gratitudine perché i devoti e le devote dell’Antico Corso ci hanno affidato un bene di valore inestimabile».