Qualità dell’aria in Sicilia: si migliora, ma ancora non c’è un piano di tutela

di Giuliano Spina

Qualità dell’aria 2025: segnali di miglioramento in Italia e in Sicilia

Si registra un miglioramento, ma ancora la strada da fare è tanta. Questa frase è quanto riassume l’esito dei dati relativi alla qualità dell’aria nel 2025 emessi dal Sistema Nazionale per la Protezione e per l’Ambiente, che mostrano un leggero miglioramento riguardo ad alcuni parametri, ma ancora lontani dagli standard previsti per il 2030, che è sempre più vicino.

Sicilia senza piano di tutela: un problema irrisolto

Nelle aree in cui i valori massimi consentiti di PM 10 e PM 2,5 sono stati superati alcuni fattori climatici sfavorevoli hanno giocato un ruolo di non poco conto. Di questo gruppo di aree fa parte anche qualche zona della Sicilia e l’ambientalista Enzo Parisi dà un’idea di quelle che sono le azioni da intraprendere per evitare di cadere in basso.

“I dati indicano – ha detto Parisi – che è possibile migliorare e che è anche doveroso farlo perché siamo ancora lontani dagli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Sul piano regionale c’è una grossa criticità, ovvero il fatto che la Sicilia dopo decenni non si sia dotata di un piano adeguato di tutela della qualità dell’aria. Il tentativo di approvazione del piano qualche anno fa è naufragato per l’opposizione delle imprese industriali che lo hanno impugnato al Tar. Quest’ultimo lo ha bocciato per il fatto che i dati forniti non erano aggiornato”.

Perché il piano regionale non è stato approvato

Ci si riferisce a oltre sei anni fa e “da allora non è stato ancora riemesso un piano di tutela della qualità dell’aria, che dovrebbe servire tutelare le popolazioni residenti intorno alle aree industriali siciliane laddove si verificano superamenti estremamente significativi e imponenti nell’emissione di inquinanti pericolosi per la salute delle persone, tipo il benzene, che è uno degli elementi critici registrati nella zona d Priolo Gargallo. Oltre ad approvare il piano si devono mettere in atto misure tali che siano efficaci nel ridurre le emissioni e tutelare la salute della popolazione. C’è ancora tanta strada fare, ma bisogna farla velocemente se vogliamo assicurare davvero una qualità dell’aria adeguata alla vita delle persone. I miglioramenti vanno presi in modo positivo, ma non sono sufficienti e con l’attuale ritmo di miglioramento diventa difficile pensare che entro il 2030 saremo in linea con i limiti europei”.