«Poiché abbiamo dimostrato che l’inviolabilità del diritto di proprietà è indispensabile per la soluzione pratica ed efficace della questione operaia. Pertanto le leggi devono favorire questo diritto, e fare in modo che cresca il più possibile il numero dei proprietari». Calza davvero a pennello la Lettera enciclica Rerum Novarum, indirizzata da Papa Leone XIII ai lavoratori il 15 maggio del 1891. Per la serie, ecco come avere 135 anni e non sentirli! Oggi, venerdì 1° Maggio 2026, non possiamo che reiterare, a quanti ci leggono, quale sia la meta “terrena” più importante da raggiungere con il lavoro: la Pace Sociale. A quanti si preparano, nelle manifestazioni di oggi, a coprire il loro volto con la kefiah, non possiamo che rispondere con la proposizione di un esempio, mutuato dalla storia del Cristianesimo e pervenuto a noi dai tempi dell’Impero Romano di Costantino.
Fermate la vostra furia distruttrice, non vi chiediamo di tornare ai fasti del quarto secolo dopo Cristo. Auspichiamo solamente che riflettiate, per un momento, su una definizione, tanto aurea quanto dimenticata. Vogliamo riscoprire la Civiltà del Lavoro? Quando descriviamo le multiformi manifestazioni del lavoro, focalizziamo il nostro interesse sulla parte più importante (e sostanziosa) della nostra giornata. Puoi essere uno stakanovista o languire sul divano, mentre conteggi il (misero) emolumento di un diseducativo reddito di cittadinanza. Il lavoro, anche quello che non fai o quello che non eserciti, ti conferisce un’identità. Oggi, Primo Maggio 2026, vogliamo fare il salto di qualità? La smettiamo, una volta per tutte, di confondere il sacrosanto diritto ad avere un’occupazione dignitosa con lo sfogo di una bestiale violenza che non ha nulla in comune con quanto dovrebbe occupare le nostre vite?

«Con Senso. Società e Politica alla scuola della Dottrina Sociale della Chiesa»: non contorcete le vostre budella e facciamo un patto, non necessitante di carte bollate. Noi vi inviamo dei resoconti, nei formati audio, video e di relazioni scritte, che attestano la vitalità di un Lavoro illuminato dal senso del dovere e della generosità verso la società che ci circonda. Abbiamo dibattuto a lungo, unitamente agli amici di «Alleanza Cattolica» e di tantissime altre sigle che vogliono conciliare materialità del lavoro e spiritualità cristiana della sua ispirazione, sabato 18 aprile 2026, presso il «Palazzo della Cultura» di Catania.
Vi invitiamo, beninteso con cristiana fraternità, a non rompere i coglioni, nella giornata di oggi, con azioni che lasciano fuggire i giovani da qualsivoglia forma di impegno, finalizzato a risolvere la mai doma questione della crisi lavorativa, sempre aleggiante nella nostra comunità. Impegno, Serietà, Vocazione: il Lavoro rimane la più nobile espressione di una Civiltà. Nell’augurare a tutti voi un Buon Primo Maggio 2026, vorremmo iniziare a tributare vero Onore e vera Gloria alla Civiltà del Lavoro? Molti sono già all’opera per costruire: ogni confronto, ad un tempo civile e costruttivo, sarà ben accetto! Lasciate il gesto dell’ombrello alla pellicola dei «Vitelloni». Ridiamo per quelle canzonature dal 1953: battiamo finalmente altre strade, all’insegna della Civiltà!
[Quadro a voi riproposto: American Gothic di Grant Wood (1930). Il dipinto raffigura la severa osservanza delle attività lavorative, praticate nell’«America profonda», ovvero l’entroterra degli Stati Uniti d’America, come forma di autodisciplina e di allontanamento dalle perversioni]