Pollon, 10 settembre 1984: il giorno in cui la piccola dea conquistò l’Italia

di Tindaro Guadagnini

Quarantadue anni fa arrivava su Italia 1 “C’era una volta… Pollon”, uno dei cartoni animati più amati da una generazione. Tra mitologia greca, comicità e una sigla diventata cult, la piccola figlia di Apollo entrava per sempre nell’immaginario televisivo italiano.

C’è una data che molti bambini cresciuti negli anni Ottanta ricordano con un sorriso: 10 settembre 1984. Quel giorno, nel pomeriggio di Italia 1, faceva il suo debutto italiano C’era una volta… Pollon, l’anime giapponese ispirato al manga di Hideo Azuma.

L’appuntamento era fissato alle 16:25, all’interno di Bim Bum Bam, uno dei programmi contenitore che hanno accompagnato intere generazioni davanti alla televisione.

Dall’Olimpo alla televisione italiana

Prodotta in Giappone nel 1982 e composta da 46 episodi, la serie raccontava le avventure di Pollon, una bambina vivace e combinaguai, figlia del dio Apollo e nipote di Zeus.

Il suo grande sogno era diventare una vera dea. Per riuscirci, Pollon doveva dimostrare di essere degna del titolo, mentre intorno a lei si muoveva un Olimpo decisamente lontano dalla solennità della mitologia classica.

Zeus, Apollo, Era, Afrodite, Poseidone e gli altri dèi venivano infatti rappresentati con vizi, debolezze e comportamenti decisamente umani. La mitologia greca diventava così il punto di partenza per una commedia surreale, ironica e spesso irriverente.

Al fianco di Pollon c’era Eros, il dio dell’amore, compagno di tante avventure e di altrettanti guai. E proprio i guai erano una costante delle giornate della protagonista, che cercava continuamente di aiutare gli altri finendo spesso per complicare ulteriormente le situazioni.

“Pollon, Pollon combinaguai”: una sigla diventata leggenda

A rendere ancora più memorabile l’arrivo della serie fu la sigla italiana, “Pollon, Pollon combinaguai”, interpretata da Cristina D’Avena.

La canzone, scritta da Piero Cassano dei Matia Bazar e Alessandra Valeri Manera, sarebbe diventata una delle sigle più riconoscibili della stagione d’oro dei cartoni animati televisivi italiani.

Ancora oggi basta pronunciare “Pollon, Pollon…” perché nella memoria di molti riaffiori immediatamente il resto della canzone.

Un Olimpo decisamente sui generis

Il successo di Pollon derivava anche dalla capacità della serie di prendere personaggi e racconti della mitologia greca e trasformarli in qualcosa di completamente nuovo.

Gli dèi non erano più figure lontane e solenni, ma personaggi bizzarri, capricciosi, vanitosi e pieni di difetti. L’Olimpo stesso veniva raccontato con elementi moderni e situazioni surreali, creando un contrasto che contribuiva alla comicità della serie.

Al centro di tutto rimaneva Pollon, determinata a diventare una dea nonostante la sua innata capacità di trasformare ogni buona intenzione in un nuovo pasticcio.

Il debutto italiano

Le fonti specializzate indicano concordemente il 10 settembre 1984 come data della prima trasmissione italiana. AntonioGenna.net registra il debutto su Italia 1 proprio da quella data, mentre altre ricostruzioni della programmazione di Bim Bum Bam collocano la trasmissione alle 16:25.

Il giorno successivo, invece, nella stessa fascia di programmazione sarebbe toccato a Nanà Supergirl, con Pollon che proseguiva successivamente alternandosi nel palinsesto pomeridiano.

Quarantadue anni dopo, Pollon è ancora qui

Sono passati 42 anni da quel pomeriggio di settembre del 1984, ma Pollon continua a essere ricordata da chi davanti alla televisione ha imparato a conoscere, a modo suo, Zeus, Apollo, Eros e gli altri abitanti dell’Olimpo.

Più che un semplice cartone animato, C’era una volta… Pollon è diventato uno dei simboli della televisione per ragazzi degli anni Ottanta: una combinazione di comicità, personaggi indimenticabili e una sigla capace di attraversare le generazioni.

E forse è proprio questo il segreto della piccola dea combinaguai: nonostante siano passati tanti anni, basta una nota della sua sigla per ritrovarsi, almeno per qualche minuto, di nuovo davanti alla televisione di quel lontano 10 settembre 1984.

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