Poggioreale e il terremoto del Belice del 1968
Tra i luoghi avvolti nel mistero che abbiamo in Sicilia c’è anche la città fantasma di Poggioreale. Ci troviamo nella provincia di Trapani e si tratta nello specifico di una vera e propria città fantasma, in quanto borgo distrutto dal terremoto del Belice del 1968.
Come nasce una città fantasma
L’aspetto di Poggioreale è tutt’ora piuttosto spettrale per chi vi passa, in quanto si accorge di come la struttura delle case possa inquietare tutt’ora in particolar modo le persone più sensibili. Ma la storia di questo luogo è molto affascinante e la racconta la guida turistica Regina Hundemer.
«Nel 1968, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio – spiega la Hundemer –, nella alta Valle del Belice ci fu un tremendo terremoto. Furono distrutte le case di tre piccoli paesi, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta. Il 100 % delle case dopo non erano più utilizzabili e da allora c’è questo fenomeno di città fantasma. Sia Poggioreale che Salaparuta presero una decisione di restare vicino alle loro vecchie città e le nuove città sono sempre sopra. Nel frattempo è stata costruita la strada che collega la costa settentrionale della Sicilia a quella meridionale. Da entrambi i paesi si può raggiungere Palermo».
Poggioreale tra cinema e memoria
La città venne ricostruita quindi dagli anni ’80 in poi e «la città fantasma è nata attraverso l’abbandono dei vecchi ruderi. Negli anni ’80 i ruderi di Poggioreale erano ancora agibili e la località divenne nota come set cinematografico per i film di Giuseppe Tornatore fino agli anni ’90. Da allora però i ruderi divennero pericolosi e a un certo punto il Comune di Poggioreale, che conta circa 1.200 abitanti, chiuse l’accesso alla vecchia Poggioreale. Alcuni giovani saltano l’accesso interdetto, ma l’anno scorso il Comune di Gibellina ha redatto un progetto per la messa in sicurezza e valorizzazione della Poggioreale vecchia. Non si è ancora completato il tutto, ma vedere il territorio fruibile è bellissimo, anche per vedere monumenti che risalgono al periodo feudale. Le leggende, come quella del Santo che si affacciò poco prima del terremoto avvertendo la città, sono molto relative».