Favoleggiare sulla base degli scritti dei Fratelli Grimm è ancora possibile? Certo che sì! Per l’ennesima volta, il settimanale Topolino riafferma il suo potenziale educativo e formativo, senza bisogno di ricorrere allo stile, controproducente, da maestrino con la penna rossa. «Paperino e il segreto dei Fratelli Grimm»: quando la letteratura incontra il fumetto, il divertimento non ha nulla di volgarmente edonistico, bensì aiuta tutti noi che leggiamo a crescere. La ricerca svolta da Paperino in quest’avventura lascia riflettere su cosa sia davvero importante, e quanto, invece, meramente accessorio

di Marco Leonardi

«Paperino e il segreto dei Fratelli Grimm» è il titolo di una storia a fumetti, pubblicata sul numero 3699 del settimanale «Topolino». Le 24 pagine che compongono questa bellissima avventura di fantasia, ambientata nella Germania dei giorni nostri, sono state esemplarmente sceneggiate da Alessandro Ferrari e ottimamente disegnate da Umberto Sacchelli e Stefano Porcu.

La trama, dipanantesi tra Berlino, la regione dello Spree, Dresda, Vienna, Lucerna, la Foresta Nera, Mannheim, Colonia, Amburgo, è tanto semplice quanto avvincente. Come esclama lo stesso Paperino con uno dei suoi proverbiali suoni onomatopeici, «Uack! […] una lettera dei Fratelli Grimm del 1838! Parla di un libro segreto! […] appena ritroverò quelle pagine, tutto cambierà! Gli editori faranno a gara per pubblicarle! Sborseranno milioni!».

La nuova caccia al tesoro, versione Strudel e Kartoffelpüree, porterà Paperino, insieme ai suoi nipotini, ad un viaggio nel cuore della Germania, per trovare le fantomatiche pagine vergate dai Fratelli Grimm. Dobbiamo a Jakob Ludwig Karl Grimm (1785-1863) e a Wilhelm Karl Grimm (1786-1859), la creazione di fiabe, con le quali tutti noi siamo cresciuti. Sono davvero pochi quelli che hanno letto e approfondito le oltre 200 fiabe raccolte dai Fratelli Grimm nelle loro pubblicazioni.

Sono davvero tantissimi quelli che hanno letto, hanno visto rielaborate nei cartoni animati o nei film, hanno reinterpretato capolavori della letteratura fiabesca, quali «Hānsel e Gretel», «Cenerentola», «I musicanti di Brema», «Il viaggio di Pollicino», «Biancaneve» e «Il lupo e la volpe». Le opere, raccolte dai due giganti del romanticismo e della scienza filologica in oltre trent’anni di studio “matto e disperatissimo”, possono essere coniugate alle avventure/disavventure del papero più famoso al mondo?

Lunga vita all’utile dulci di oraziana memoria! Quante volte un “semplice” fumetto ha insegnato e comunicato messaggi, informazioni e valori di riferimento, con molta più efficacia di altre forme comunicative? Qualora la lettura di «Paperino e il segreto dei Fratelli Grimm» dovesse portare migliaia di giovani a leggere le favole di una raccolta tra le più significative al mondo, il media fumetto sia santo e benedetto! Paperino ci ricorda che la vera cultura non ha pretese di onniscienza, bensì aiuta ciascuno di noi a vivere meglio nel mondo.

Con buona pace di quanti associano, senza ulteriori prospettive, la padronanza del mondo unicamente al possesso di beni materiali. La storia si conclude, come sempre, con la sconfitta di Paperino, per la milionesima volta impossibilitato a realizzare i suoi propositi. Per l’ennesima, milionesima volta, siamo in presenza di una sconfitta apparente, mai sostanziale o, peggio ancora, esiziale per la compagine proveniente da Paperopoli.

«Povero Paperino! Forse non è il più duro dei duri e il più furbo dei furbi…ma è di sicuro il più sfortunato degli sfortunati!»: così chiosa Zio Paperone alla fine dell’avventura “tedesca”. Eppure, i sorridenti Qui Quo e Qua lasciano trapelare quanto ha reso il pennuto dal becco giallo il più amato dei personaggi Disney: dopo un viaggio così bello e interessante, chi se ne frega se non possiamo speculare o diventare straricchi, grazie a quanto abbiamo scoperto? L’importante è rimanere entusiasti, nel compiere l’avventura per eccellenza: vivere pienamente la nostra vita, ogni giorno.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. L’amore per le fiabe nasce dalla prima infanzia. Se poi tale amore cresce e viene mantenuto anche nelle fasi successive, fruiremo, per tutta la vita, di uno dei doni più belli, tra quelli donati da Dio all’essere umano: il dono della fantasia. La prima tavola dell’avventura, vissuta da Paperino e i suoi nipotini in Germania, merita davvero di essere menzionata come esempio di utile dulci. Ci riferiamo a quella potenzialità educativa ed acculturante, sprigionata dal media-fumetto, in grado di istruire con il sorriso intere generazioni di lettori, qualora opportunamente adoperata) 

Autodafé Immaginato, puntata n° 98 di martedì 27 ottobre 2026

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