Occhi e cambio di stagione: perché in primavera diventano più sensibili

di Redazione

Ne parliamo con l’oculista Giovanni Moschitta

Con l’arrivo della primavera e dei primi caldi, molte persone iniziano ad avvertire fastidi agli occhi che fino a poche settimane prima non avevano: bruciore, arrossamento, lacrimazione, sensibilità alla luce o quella sensazione di sabbia sotto le palpebre che rende lo sguardo più stanco e irritato.

Spesso si pensa subito alle allergie stagionali. E in parte è corretto. Ma non sempre il problema è solo quello. Secondo Giovanni Moschitta, oculista specializzato in chirurgia refrattiva, il cambio di stagione mette gli occhi sotto stress molto più di quanto immaginiamo. «Con l’aumento delle temperature, del vento, dei pollini e dell’esposizione alla luce solare, la superficie oculare può diventare più sensibile e reagire più facilmente», spiega.

Occhio secco… non vuol dire zero lacrime!

Uno dei disturbi più frequenti in questo periodo è l’occhio secco, una condizione sempre più comune anche tra persone giovani. Contrariamente a quanto si pensa, non significa semplicemente “avere poche lacrime”. Il problema riguarda soprattutto l’equilibrio del film lacrimale, cioè quella sottile protezione naturale che mantiene l’occhio idratato e stabile.

Quando questo equilibrio si altera, iniziano a comparire fastidi che spesso vengono sottovalutati. Gli occhi bruciano, si arrossano più facilmente, la vista può diventare momentaneamente offuscata e aumenta la sensazione di stanchezza, soprattutto dopo molte ore davanti a uno schermo.

Moschitta sottolinea come, in primavera, allergie e secchezza oculare tendano spesso a sovrapporsi. Il prurito intenso è più tipico della componente allergica, mentre il bruciore e la sensazione di secchezza appartengono più frequentemente all’occhio secco. Ma le due condizioni possono convivere e amplificarsi a vicenda.

La quotidianità è importante

Anche le abitudini quotidiane hanno un peso importante. Con le giornate più lunghe aumentano il tempo trascorso all’aperto, l’esposizione al sole e il passaggio continuo tra ambienti esterni e spazi climatizzati. A questo si aggiunge l’uso costante di smartphone e computer, che riduce il numero di ammiccamenti e rende più difficile distribuire correttamente le lacrime sulla superficie oculare.

«Molte persone si accorgono del fastidio solo la sera, quando gli occhi iniziano a “stancarsi” davvero», osserva Moschitta. Ed è proprio lì che il corpo manda i primi segnali.

Proteggere gli occhi durante il cambio di stagione non significa solo intervenire quando compare il problema, ma anche prevenire. Gli occhiali da sole con filtri UV aiutano a ridurre lo stress della luce intensa, così come fare pause dagli schermi e mantenere una buona idratazione può aiutare la superficie oculare a restare più stabile.

Quando il fastidio diventa frequente o persistente, però, è importante non ignorarlo. «Occhi che si arrossano o bruciano continuamente meritano una valutazione oculistica», spiega Moschitta. Perché dietro un’irritazione apparentemente banale possono esserci condizioni diverse che richiedono attenzioni specifiche.

La primavera porta  cambiamenti. E anche gli occhi, come il resto del corpo, devono adattarsi. Per questo ascoltare i piccoli segnali è spesso il modo migliore per proteggere davvero la salute visiva.

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