Obblighi di legge per chi possiede un cane: non sono tantissimi, ma fate sempre attenzione

di Giuliano Spina

Chi possiede un animale, in questo caso un cane, deve tenere sempre d’occhio quali sono gli obblighi di legge, in particolar modo quando lo si porta in giro per gli spazi pubblici.

In molti pensano subito all’iscrizione a quella che è l’anagrafe canina con microchip o all’uso del guinzaglio, ma ci sono tante altre cose alle quali prestare attenzione.

Identificazione e microchip: la “carta d’identità” del cane

Il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi spiega nel dettaglio come per il cane gli obblighi da osservare non siano tantissimi, ma anche come bisogna stare molto attenti a osservarli per evitare di andare incontro a conseguenze spiacevoli.

«Il cane non ha un corpus grossissimo di obblighi legislativi – puntualizza Ivaldi –, ma quelli che ci sono sono necessari da sapere perché si può andare incontro a brutte multe se non a qualcosa di peggio a seconda della gravità del reato. Alcuni di questi sono anche reati penali e il primo in ordine di importanza è l’obbligo del benessere animale, quindi garantire cibo, acqua, esercizio fisico e cure adeguate secondo le necessità e le esigenze dello specifico animale. Può sembrare un luogo comune, ma è una delle regole spesso disattese. Facendo l’esempio di un cagnolino ultra obeso che non riesce a camminare e che rotola rappresenta maltrattamento animale, così come un’alimentazione basata solo su fritti».

Da queste basi però si sviluppa un sistema legislativo tutto da scoprire, perché «si parte dall’identificazione e dall’iscrizione. Il cane entro 60 giorni dalla nascita o entro 30 giorni dal possesso, se si parla di cani adulti appena trovato, va iscritto all’anagrafe, ovvero bisogna andare al servizio veterinario Asl pertinente per il territorio e richiedere l’iscrizione dell’animale come l’immissione del microchip sottocutaneo, che è obbligatorio. Funziona come una sorta di carta d’identità portatile sul cane e assieme a esso si può fare anche il passaporto europeo, nel quale vengono inserite sia le vaccinazioni che tutte le altre documentazioni inerenti al cane. Non è un obbligo, ma io lo consiglio caldamente perché funziona come un libretto di vaccinazioni con funzionalità anche legale».

Proprietà vs affidamento: responsabilità e differenze legali

C’è da ricordare anche che il cane può essere dato sia in proprietà che in affido, che non rappresentano proprio la stessa cosa.

«La proprietà vale se si ha responsabilità al 100 % e se io come proprietario sono responsabile sia civilmente che penalmente di danni che il mio cane può arrecare ad altri cani. Un affidatario è legalmente responsabile nel momento in cui ha il cane, ma non ha la proprietà. Se il proprietario effettivo decidesse di riprendere il cane entro un determinato periodo di tempo l’affidatario è obbligato a restituire il cane. Riguardo a questo devo dire che molte staffette sul randagismo utilizzano la formula dell’affido e non quella della proprietà e io consiglio sempre di chiedere sempre la proprietà perché quando qualcuno anche in buona fede decide di togliervi il cane per darlo a qualcun altro se ha l’affido lo può fare. Se invece c’è una cessione automaticamente diventa quasi impossibile il portare via fisicamente il cane».

Responsabilità civili: cosa fare se il cane morde

Le responsabilità civili del proprietario del cane hanno visto recentemente delle novità: «Ultimamente la legislazione non sta più guardando solo in funzione del morso del cane, ma anche dei motivi per i quali il cane morde. Quando il cane in casa sua morde un estraneo e quest’ultimo scappa indipendentemente dalle motivazioni il proprietario è responsabile del danno da morso che l’estraneo subisce, ma il cane non è più responsabile come percorso comportamentale. Se io faccio il bullo col cane e il cane mi morde sono affari di chi fa il bullo».

Igiene e decoro negli spazi pubblici

Anche l’ambito relativo all’igiene e al decoro ha una sua importanza, in quanto «quando il cane gira in luogo pubblico o aperto al pubblico o ancora in aree urbane deve avere il guinzaglio di lunghezza massimo di un metro e mezzo e di materiale adatto a contenerlo. La museruola si deve portare, ma si deve applicare solo se c’è il rischio di incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità preposte. Il cane può circolare liberamente nelle aree pubbliche solo nelle apposite aree cani, che sono aree destinate dai vari comuni esclusivamente per la sgambata del cane. L’ideale è portare con sé per igiene e decoro uno spruzzino con acqua e candeggina e il classico sacchetto per le feci. Per l’urina dico di portare lo spruzzino perché se il cane dovesse fare pipì sulla catena di bicicletta o di una moto o sull’androne di un palazzo si deve dare una spruzzata per evitare che l’urina faccia effetto all’ambiente. Non ci si può sottrarre a queste osservanze e anche nelle aree cani quando il cane sporca va rimossa subito la traccia di sporcizia».

E per il trasporto in auto?

Per quanto riguarda il trasporto in auto «il cane tenuto in braccio davanti o dietro non è legalmente possibile perché essendo un animale poco prevedibile muovendosi o scappando può provocare potenziali rischi per il guidatore. Per questo il cane deve essere trasportato o con la rete divisoria da applicare ai sedili posteriori o all’interno di un trasportino o ancora all’interno di un kennel. In questo caso qualsiasi sistema che permette un isolamento anche parziale tra il guidatore e il cane va bene. Se ci sono aggiornamenti in termini di normative vanno tenuti in considerazione, ma in questo si parla di casi legati al territorio».