Siamo entrati nell’Anno del Cavallo.
Un anno che, nella tradizione cinese, parla di movimento, slancio, cambiamento, energia che riparte. Il Capodanno Lunare 2026 non è un singolo giorno, ma un tempo simbolico che si estende e si respira: un ciclo di celebrazioni, gesti e rituali che dura fino al 3 marzo 2026, quando si conclude con la Festa delle Lanterne.
E in questo periodo, in cui ogni dettaglio ha un significato, anche il cibo diventa linguaggio.
Non si mangia solo per festeggiare.
Si mangia per augurare.
Il piatto che porta prosperità già nel nome
Tra i simboli più potenti del Capodanno Cinese ci sono gli gnocchi di riso, chiamati nian gao.
Un nome che racchiude un doppio significato.
In cinese, nian gao (年糕) indica gli gnocchi (o torta) di riso. Ma la pronuncia richiama anche un’altra espressione: “anno più prosperoso, più ricco” (nian gao 年高).
Ecco perché si scelgono proprio loro durante il Capodanno: perché il loro nome suona come un augurio.
Un piatto semplice, ma carico di simboli
Il nian gao nel contesto del Capodanno, diventa un rito. Si porta in tavola per augurare, crescita, prosperità, continuità e l’augurio che i legami familiari siano sempre più forti. In Cina, la famiglia è tutto.
La ricetta
È questa la proposta di Chef Valentino di Mei Wei, ristorante di cucina cinese autentica a Misterbianco (CT) che interpreta la tradizione con ingredienti semplici ma profondamente radicati nella cultura gastronomica cinese.
- gnocchi di riso cinesi
- carote
- cavolo
- cipolla
- funghi shiitake
- carne a piacere (o anche senza, per una versione vegetariana)
Le salse (facoltative ma consigliate)
- Salsa di soia
- Salsa di ostriche (oppure alternativa vegetariana)
- Olio di sesamo
- Un pizzico di zucchero o miele (facoltativo)
(Sono salse tipiche della cucina cinese e si trovano facilmente nei market asiatici o online.)
Preparazione
Si parte dalle verdure: carote, cavolo e cipolla vanno tagliati a listarelle sottili, in stile wok. I funghi shiitake si affettano (se sono secchi, prima vanno ammollati).
A questo punto si scalda bene il wok e si inizia con la cipolla, poi si aggiunge la carne (se prevista) e si lascia rosolare. Subito dopo entrano le verdure e gli shiitake: l’idea è farle saltare mantenendole vive, senza cuocerle troppo.
Quando tutto è ben profumato, si aggiungono gli gnocchi di riso cinesi e si condisce con le salse: salsa di soia, un tocco di salsa di ostriche e, alla fine, qualche goccia di olio di sesamo.
Padella o bollitura? Due scuole di pensiero
Come spesso accade nelle tradizioni vere, anche qui esistono due correnti di pensiero.
C’è chi sostiene che gli gnocchi di riso vadano messi direttamente in padella, insieme a verdure e carne, così da assorbire tutto il sapore e diventare parte del condimento.
E c’è chi preferisce bollirli prima, per pochi minuti, giusto il tempo di ammorbidirli, e poi saltarli in padella solo alla fine.
Gli auguri… partono dalla tavola
Durante l’Anno del Cavallo, mentre tutto invita al cambiamento e al nuovo inizio, il nian gao resta uno dei simboli più belli: racconta un desiderio umano e universale.
Che l’anno nuovo sia migliore.
E forse è per questo che, tra lanterne, rosso e rituali, gli gnocchi di riso continuano ad avere un posto speciale: perché trasformano un augurio in qualcosa di concreto. Qualcosa che si porta in tavola. E si condivide.