Un naso che cola non è sempre sinonimo di un semplice raffreddore. Nei cani e nei gatti le secrezioni nasali possono avere origini molto diverse: dalla presenza di un corpo estraneo fino a infezioni, riniti o problemi più complessi. Per capire quando è il caso di preoccuparsi e quando rivolgersi al veterinario, abbiamo intervistato il dottor Mirko Ivaldi, veterinario e divulgatore scientifico.
Il naso è uno degli organi più esposti
Il dottor Ivaldi spiega come il naso rappresenti uno degli strumenti principali con cui gli animali esplorano il mondo circostante e, proprio per questo, sia particolarmente vulnerabile.
«Il naso è molto più soggetto di un occhio, per ovvie ragioni morfologiche. Tutto quello che vale per i corpi estranei oculari vale anche per il naso, che è uno degli strumenti con i quali i nostri animali esplorano il mondo e che è anche una cavità con la quale è un po’ più facile che possa raccattare corpi estranei, come sabbia o polvere. Ha le sue difese naturali a livello di muco, ma è comunque attaccabile.»
Corpi estranei: attenzione ai segnali
Sabbia, polvere o piccoli frammenti vegetali possono penetrare nelle cavità nasali, provocando fastidio, starnuti ripetuti e secrezioni.
«Se c’è un sospetto conviene portare il proprio animale dal veterinario. Per il gatto un corpo estraneo nel naso è difficile da togliere perché il naso del gatto è piuttosto corto, mentre nel cane la mucosa olfattiva è delicata e lavorare all’interno della cavità rende necessaria un’azione ambulatoriale.»
Tentare di rimuovere autonomamente un corpo estraneo potrebbe peggiorare la situazione o provocare lesioni.
Il colore delle secrezioni può aiutare la diagnosi
Uno degli elementi che può orientare il veterinario è proprio l’aspetto del materiale che fuoriesce dal naso.
Secondo Mirko Ivaldi:
«Per quanto riguarda quello che esce dal naso può uscire qualunque cosa. Se il corpo è trasparente o traslucido si tratta di corpi estranei e un’irritazione è legata di solito a polvere, fumo e inizio di raffreddore.»
Le secrezioni limpide, quindi, sono spesso associate a irritazioni iniziali o a infiammazioni non ancora complicate.
Muco bianco o denso: possibile infezione
Quando il materiale diventa più consistente e opaco, il quadro cambia.
«Se è compatto o bianco può essere muco vecchio, quindi indice di infezione che fa da campanello d’allarme di un qualsiasi tipo di rinite.»
Una rinite, se trascurata, può diventare cronica o complicarsi, soprattutto negli animali più anziani o con difese immunitarie ridotte.
Secrezioni scure e cattivo odore
I casi che meritano maggiore attenzione sono quelli in cui il materiale assume colori anomali.
«Se è giallastro, marrone, grigiastro o nero è facile che puzzi e oltre all’infezione c’è qualcosa di necrotico. Si può trattare anche di problemi pregressi di natura emorragica.»
In queste situazioni il veterinario potrà valutare la presenza di infezioni profonde, tessuti danneggiati o altre patologie delle cavità nasali.
Sangue dal naso: mai sottovalutarlo
Anche un episodio di epistassi richiede sempre una valutazione clinica.
«Io consiglio in caso di sangue vivo che gocciola dal naso di andare a fare un controllo dal veterinario.»
Il sanguinamento può essere provocato da un trauma, da un corpo estraneo, da un’infezione oppure da patologie sistemiche che necessitano di accertamenti specifici.
Quando rivolgersi al veterinario
Se il cane o il gatto presenta secrezioni persistenti, starnuti frequenti, difficoltà respiratorie, cattivo odore o sangue dal naso, è sempre consigliabile una visita veterinaria. Intervenire precocemente permette spesso di risolvere il problema prima che si trasformi in una patologia più seria.
Come ricorda il dottor Mirko Ivaldi, osservare il colore e le caratteristiche delle secrezioni può fornire indicazioni preziose, ma solo una valutazione clinica può individuare la causa reale e impostare la terapia più adeguata.