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Musumeci ci ripensa: niente azzeramento della Giunta

Nello Musumeci forse si è fatto fin troppo prendere dalla rabbia. Dopo 24h di fuoco, il Presidente della Regione ha pian piano digerito quell’ “atto di intimidazione” inflittogli dai deputati, annullando così l’azzeramento dell’esecutivo. Tutto sarebbe stato rinviato a dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio, in calendario per martedì 18 gennaio. 

Parole cariche di risentimento, una diretta Facebook che non ha fatto sconti a nessuno: “scappati di casa”, “disertori” e “ricattatori”. Prima il sospetto che a lasciare la guida della Regione fosse il governatore in persona. Poi la rivelazione: Musumeci avrebbe azzerato la Giunta.

Ieri, l’esecutivo – furente per aver appreso la notizia dai social – si è riunito. I sostenitori del Presidente della Regione sembrano ridotti all’osso. Molti – ormai ex – fedelissimi guardano verso il pentastellato Nuccio Di Paola. Di conseguenza, la scelta dei delegati per l’elezione alla presidenza della Repubblica dietro voto segreto non ha rispettato le rosee aspettative di Musumeci. Per convenzione, infatti, vengono scelti il presidente della Regione, il presidente delll’Assemblea regionale e un rappresentante delle opposizioni. In quella silenziosa “conferma di potere”, però Musumeci ha ottenuto solo 29 voti. Otto voti che invece si sono trasformati in una dichiarazione di fiducia nei confronti di Nuccio di Paola, capogruppo del M5s, secondo con 32 voti. Al primo posto, invece, il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, con 44 voti.

L’attacco ai franchi tiratori si è acceso subito. Poi Musumeci ha cambiato idea (almeno per ora).

Sempre meno consensi per il governatore Musumeci

L’ultima mossa di Nello Musumeci, però, sembra aver inasprito ancor di più gli animi.

Stefania Campo, deputata Pentastellata all’Ars, la definisce “una pagliacciata”: «L’azzeramento non ci sarà. Ma chi ci crede più a un presidentissimo – a suo dire – tutto d’un pezzo, che lancia proclami clamorosi e sbraita di onestà, e che dopo sole 12 ore si arrende ai partiti che lo odiano e all’evidenza dell’enorme crisi economica e istituzionale in cui ha fatto piombare la nostra Isola? Chi può ancora credere agli slogan della sua campagna elettorale, rubati ad uno dei migliori figli della Sicilia, Paolo Borsellino, utilizzati ipocritamente solo per raggirare i cittadini siciliani?».

Nino Minardo, segretario della Lega, invece si mostra più conciliante: «Non esiste alcun complotto contro Nello Musumeci, c’è un malessere diffuso. Franchi tiratori? È una caccia alle streghe. Quello che è successo ieri all’Ars palesa un problema sul piano politico all’interno della maggioranza. Non voglio esprimermi sulla scelta di Musumeci di azzerare la giunta, anche perché non mi ha fatto piacere apprendere da un video su Facebook questa volontà. Tra l’altro mi sembra che non sia stato compiuto questo azzeramento. Sono dell’idea che discutere, confrontarsi, parlarsi ed essere prudenti, prima di fare delle scelte, sia importante. Magari d’istinto uno prende una decisione e poi dopo qualche ora si maturano scelte diverse».

 

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