Venezia torna a vestirsi di cinema. Dal 2 al 12 settembre, il Lido diventa ancora una volta il punto d’incontro tra grandi autori, interpreti internazionali, storie attese e titoli destinati a far discutere. Dieci giorni in cui il cinema prenderà il posto della quotidianità e ogni proiezione potrà trasformarsi in un piccolo evento.
A dare il via alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 sarà George Clooney, che riceverà il Leone d’Oro alla carriera durante la cerimonia inaugurale condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas. Subito dopo sarà il cinema a prendere la parola con Ink, il film di apertura del concorso firmato da Danny Boyle. Nella sezione Orizzonti, invece, sarà La ragazza con la Leica di Alina Marazzi ad aprire ufficialmente le danze.
Il calendario veneziano è fitto e attraversa generi, linguaggi e sensibilità differenti, con una presenza italiana particolarmente significativa. Il primo appuntamento atteso dal pubblico di casa arriverà sabato 5 settembre, quando sul grande schermo sarà proiettato Succederà questa notte, il nuovo film di Nanni Moretti. Un titolo che porta con sé una delle attese più forti di questa edizione e un cast internazionale che riunisce, tra gli altri, Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e lo stesso Moretti.
La giornata vedrà anche Primetime di Lance Oppenheim, con Robert Pattinson, mentre fuori concorso arriveranno Oasis: Don’t Look Back In Anger, dedicato alla storia degli Oasis, Father Joe di Barthelemy Grossmann, The Road to Jericho di Amos Gitai e Imperium di Sergei Loznitsa.

Domenica 6 settembre toccherà ad Andrea Pallaoro con The Echo Chamber, interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. In concorso anche Woman Unknown di May El-Toukhy e Possible Love di Lee Chang-Dong. Fuori concorso, invece, Wim Wenders porterà From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor.
Il cinema italiano tornerà protagonista lunedì 7 settembre con L’estranea di Paolo Strippoli, interpretato da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Una giornata importante anche per Ellen Burstyn, alla quale sarà assegnato il Leone d’Oro alla carriera.
Martedì 8 settembre sarà la volta di Bunker di Florian Zeller, con Penélope Cruz e Javier Bardem, e di Company di Casey Affleck, con Nick Nolte, Ben Mendelsohn e Adelaide Clemens. Ma sarà anche il giorno di Luca Guadagnino, autore di Joie De Vivre, imponente documentario dedicato a Bernardo Bertolucci.
Mercoledì 9 settembre Venezia tornerà a parlare italiano con Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, interpretato da Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. Nello stesso giorno arriveranno in concorso Un Bon Petit soldat di Stéphane Brizé, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon, e Dau di Ilya Khrzhanovsky. Fuori concorso, invece, Place to be di Kornél Mundruczó riunirà Ellen Burstyn, Taika Waititi e Pamela Anderson.
Giovedì 10 settembre sarà il momento di Mario Martone, che porterà fuori concorso Scherzetto, con Toni Servillo, mentre Nicolas Pariser presenterà Un peu avant minuit. Grande curiosità anche per Peccato di Valerio Vestoso, unica serie televisiva inserita nel programma ufficiale, con un cast che comprende Emanuela Fanelli, Francesca Archibugi, Caterina Balivo, Anna Bonaiuto, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Massimo De Lorenzo, Fabio Fazio, Sabrina Ferilli e Giovanni Floris, insieme a Paola Cortellesi.
Venerdì 11 settembre sarà il turno dell’ultimo titolo italiano in concorso: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, con Adriano Giannini, Ana Celentano, Verónica Gerez e un cast internazionale. In concorso anche A bit of light di Ali Asgari, mentre fuori concorso arriveranno Un bon avocat di Tristan Seguela e What Love Builds, documentario autobiografico firmato da Russell Crowe.
Sabato 12 settembre, il sipario calerà sulla 83ª edizione della Mostra con la cerimonia di premiazione nella Sala Grande. A chiudere ufficialmente il festival sarà Dio ride di Giovanni Veronesi.