George Clooney, il Leone d’Oro e quel legame speciale con Venezia

di Denise Bentivegna

George Clooney a Venezia è una presenza fissa da quasi un decennio. Il suo volto è ormai familiare al Lido, dove è tornato più volte nel corso degli anni, accompagnando film, presentando i suoi lavori e vivendo alcuni dei momenti più importanti della sua carriera. Ma il rapporto con l’Italia, per Clooney, va ben oltre il cinema e ha radici che affondano molto più lontano.

Quest’anno torna alla Mostra con un motivo speciale, infatti sarà lui a ricevere il Leone d’Oro alla carriera. Un riconoscimento che arriva a 65 anni e che celebra un percorso iniziato in televisione con E.R. – Medici in prima linea e diventato, nel tempo, quello di uno degli attori più conosciuti di Hollywood, ma anche di un regista e sceneggiatore capace di costruirsi una propria identità dietro la macchina da presa.

Il primo appuntamento con Venezia risale al 1998, quando arrivò al Lido per Out of Sight, accanto a Jennifer Lopez. Da allora sono state undici le sue presenze alla Mostra, legate a titoli molto diversi tra loro e a fasi differenti della sua carriera. Prima ti sposo, poi ti rovino, Good Night, and Good Luck, Michael Clayton, Burn After Reading, L’uomo che fissa le capre, Suburbicon e Wolfs – Lupi solitari sono solo alcuni dei film che lo hanno riportato negli anni sulle rive della Laguna.

Venezia, però, non è stata soltanto una tappa professionale. Nel 2014 è diventata anche lo scenario di uno dei momenti più importanti della sua vita privata: il matrimonio con Amal Alamuddin. Una scelta che racconta bene quanto l’Italia sia entrata nella storia personale dell’attore.

Clooney, del resto, non ha mai nascosto il suo legame con il nostro Paese. L’Italia è diventata negli anni una sorta di seconda casa, soprattutto grazie alla sua lunga frequentazione del Lago di Como, dove possiede Villa Oleandra, nella località di Laglio. È proprio lì che l’attore ha trascorso numerose estati insieme alla famiglia, lontano dai riflettori e dalla frenesia di Hollywood. Un rapporto con il territorio che ha contribuito a renderlo una presenza particolarmente amata anche dal pubblico italiano.

E Venezia rappresenta forse la parte più cinematografica di questo legame. Il Lido lo ha visto arrivare quando era ancora principalmente conosciuto come il dottor Doug Ross di E.R., per poi accompagnarne la trasformazione in una figura sempre più centrale del cinema internazionale. Da attore a regista, da interprete di commedie a protagonista di film drammatici e politici, Clooney ha attraversato generi e ruoli mantenendo una presenza costante sulla scena.

Il Leone d’Oro arriva quindi dopo una lunga storia con la Mostra. E sarà accompagnato da altri due appuntamenti importanti: una masterclass dedicata alla sua carriera e la partecipazione al forum internazionale The Future of… Creativity, dedicato al futuro della creatività e alle trasformazioni che stanno interessando il mondo del cinema e dell’intrattenimento.

A consegnargli il riconoscimento sarà Laura Dern, che ha recitato con lui in Jay Kelly, il film presentato proprio a Venezia lo scorso anno. Ed è qui che arriva una coincidenza particolarmente curiosa.

In Jay Kelly, infatti, Clooney interpreta una star di Hollywood che arriva in Italia per ricevere un premio alla carriera. Un anno dopo, la finzione cinematografica sembra quasi aver anticipato la realtà: Clooney torna al Lido e quel premio lo riceve davvero.

La differenza è che questa volta non c’è un copione a stabilire cosa accadrà. Il Leone d’Oro è per lui, per una carriera che ha attraversato quasi quarant’anni di cinema e che Venezia ha seguito da vicino, passo dopo passo.

«È il mio festival preferito in assoluto», ha raccontato Clooney parlando della Mostra. Una frase semplice, ma che assume un significato particolare considerando quante volte il suo percorso professionale e personale abbia incrociato l’Italia diventando una parte importante della storia dell’attore Hollywoodiano. E quest’anno, Venezia aggiunge un altro capitolo, quello del Leone d’Oro alla carriera.