Mondello, Legambiente e WWF contro il monopolio delle spiagge: sit-in l’11 maggio davanti al Lido Valdesi

di Giuliano Spina

Mondello al centro del dibattito sulle spiagge libere

La vicenda che si sta sviluppando a Mondello appare grave e per certi versi surreale. In nome di una distorta interpretazione delle esigenze di ordine pubblico si rischia infatti di bloccare un percorso necessario e condivisibile: quello di una gestione più equa, trasparente e sostenibile della spiaggia, capace di superare un monopolio pluridecennale ormai inaccettabile.

Legambiente, Libera e WWF contro il sistema delle concessioni

Portando alle estreme conseguenze questa impostazione, si arriverebbe a sostenere che le spiagge libere non debbano esistere, in quanto ritenute meno controllabili rispetto a quelle affidate ai concessionari privati. Una tesi che non solo è infondata, ma contrasta con i principi fondamentali di gestione dei beni comuni. Le pubbliche amministrazioni dispongono infatti di strumenti normativi, regolatori e di controllo più che adeguati per garantire sicurezza, fruizione ordinata e tutela ambientale anche nelle aree a libera balneazione.

Sit-in davanti al Lido Valdesi l’11 maggio

Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale ribadiscono il proprio pieno sostegno a tutte le iniziative che promuovono legalità, trasparenza e contrasto agli interessi della criminalità e del malaffare, in ogni ambito ed anche nella gestione del demanio marittimo. In questo senso, si auspica che i prossimi pronunciamenti della giustizia amministrativa consentano di proseguire senza ostacoli il percorso di riordino avviato per Mondello.

A sostegno di questo percorso le tre associazioni promuovono un SIT-IN giorno 11 maggio alle ore 10 davanti al Lido dei Valdesi in viale Regina Elena 85 a Mondello.

È necessario ricordare che le concessioni balneari oggetto di proroghe risultano illegittime, in quanto in contrasto con la Direttiva Bolkestein e con le pronunce del Consiglio di Stato intervenute a partire dal 2021. Inoltre, la normativa regionale (Legge Regionale n. 15/2005) stabilisce chiaramente che almeno il 50% delle spiagge debba essere destinato alla libera fruizione: un principio troppo spesso disatteso.

Concessioni balneari e Direttiva Bolkestein

La situazione in Sicilia appare ancora più critica a causa della mancata adozione dei PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo), strumenti fondamentali per una gestione razionale e sostenibile delle coste. Tale carenza si pone in aperto contrasto anche con quanto stabilito da importanti sentenze della Corte Costituzionale (n. 108/2022 e n. 147/2023), che vietano il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per finalità turistico-balneari in assenza di una pianificazione costiera adeguata.

A ciò si aggiungono le evidenze emerse in occasione di eventi  estremi, come il ciclone “Harry”, che hanno messo in luce una diffusa situazione di vulnerabilità e di cattiva gestione del litorale. In molti casi, strutture balneari non hanno rispettato gli obblighi di smontaggio stagionale, contribuendo a danni ambientali e generando costi di ripristino a carico della collettività. Questo modello non è più sostenibile.

Il caso Mondello riaccende il tema della libera balneazione

Per queste ragioni Legambiente Sicilia e  WWF Sicilia Nord Occidentale indicano con chiarezza una direzione da seguire, senza ulteriori ritardi o ambiguità:

–   approvazione immediata dei PUDM su tutto il territorio regionale;

–   sospensione del rilascio di nuove concessioni in assenza di pianificazione;

–  assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, nel rispetto delle normative europee e di criteri di trasparenza e sostenibilità ambientale;

–   previsione  di strutture esclusivamente stagionali, con obbligo di smontaggio al termine della stagione

estiva;

–   tutela effettiva del diritto dei cittadini alla libera fruizione delle spiagge.

Il mare e le coste rappresentano un patrimonio collettivo, non un privilegio per pochi.  Garantire accesso equo, tutela ambientale e gestione trasparente è un dovere delle istituzioni e un diritto dei cittadini.

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