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Misterbianco, la denuncia di una candidata: “Basta con l’invasione commerciale dei cinesi”

Rosetta Giannitto sull'invasione cinese che ha colpito la zona commerciale di Misterbianco. Oggi non esistono più i grandi magazzini italiani.

L’invasione commerciale cinese ha colpito fortemente Misterbianco. Le elezioni amministrative incombono e, tra i programmi elettorali c’è chi vorrebbe una chiara inversione di tendenza per quanto riguarda la zona commerciale del paese. A tracciare un focus sull’argomento in questione è intervenuta ai nostri microfoni Rosetta Giannitto, componente della lista civica “Ama Misterbianco”, a sostegno della candidatura di Ernesto Calogero.

“Io sono una volontaria dell’associazione “Amici dell’aiuto” – spiega Giannitto – e aiutare il prossimo è molto più semplice se si ricoprono incarichi politici. Sono nativa di Misterbianco, ho un ricordo del paese con uno stile di vita differente, più attivo. E con i grandi magazzini italiani a fare da cornice alle mie giornate e a quelle di tantissimi siciliani. Oggi tutto questo, però, non esiste più”.

Qual è la visione politica d’insieme per Misterbianco che si vuole portare avanti in vista delle prossime elezioni amministrative?

“Giocavo spesso da piccola nelle piazze del paese e adesso invece noto come se ci fosse quasi paura a rimanere in strada fino a tardi. I tempi sono cambiati, è vero, però credo che il paese non sia più quello di una volta. Manca la tranquillità da parte dei genitori e dopo le dieci subentra una sorta di coprifuoco, pure a causa di persone straniere o italiane in giro non troppo raccomandabili. Per questo si preferisce far rientrare i bambini a casa. Non è un paese più sicuro come una volta e su questo sicuramente va fatta un’attenta riflessione. Una parte del programma elettorale riguarda pure l’avvicinamento fattivo nella vita politica delle frazioni a Misterbianco centro. Attualmente c’è una divisione troppo netta, una lontananza non solo geografica sulla carta ma anche culturale. Soprattutto nella gestione della scuola e degli enti pubblici ci sono diversi problemi logistici”.

Lei ha stilato pure una lista di tutti i magazzini ormai chiusi e sostituiti da imprenditori cinesi.

“Sì, la situazione è ormai insostenibile: a cominciare da De Luca Corredi, Piazza Italia, La Galleria ecc ecc. sono diversi i grandi magazzini italiani che hanno dovuto chiudere i battenti. Ciò che è rimasto ad oggi sono soltanto i capannoni, perché le attività vere e proprie sono state sostituite da negozi cinesi. Un assalto perenne prevalentemente  di esercizi import/export e di ingrossi in cui rifornirsi di merce. La zona commerciale di Misterbianco è praticamente morta. Neanche l’Auchan, ormai poco produttivo, esiste più in quanto rilevata da Franzy’s, altra catena di oggetti casalinghi. Resistono soltanto le grosse catene come Bruno Euronics, con Papino che ha dovuto alzare bandiera bianca e chiudere”.

“Niente da togliere a questa comunità, che va rispettata, ma è innegabile che si tratta di posti di lavoro che vengono a mancare ai cittadini di Misterbianco. C’è la voglia di provare a far ritornare imprenditori italiani ad investire qui sul territorio. Credo sia un problema serio e da attenzionare: a Misterbianco, su 30 esercizi, praticamente in 25 sono già passati in mano ai cinesi ed è sopravvissuto solo chi è padrone dell’immobile. Tra questi mi viene da pensare a Prenatal, all’Ingrosso Ambra, Stock house o BMW ad esempio. Tutte grandi catene, mentre i gestori locali ormai non sono più presenti. L’imprenditoria locale va incentivata”.

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Redazione

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