Hai fatto il laser agli occhi, ma la miopia può tornare? Ecco cosa bisogna sapere

di Redazione

Ti sottoponi a un intervento di chirurgia refrattiva, finalmente riesci a vedere senza occhiali e poi, dopo qualche anno, inizi a notare qualcosa di strano: le scritte lontane non sono più così nitide, i cartelli sembrano leggermente sfocati e guidare di sera diventa più impegnativo.

La prima domanda è inevitabile: “Ma allora il laser non ha funzionato?”

È uno dei dubbi più frequenti tra chi sta valutando un intervento per correggere la miopia. E nasce da un’aspettativa comprensibile: se il laser elimina il difetto visivo, perché dovremmo tornare ad avere bisogno degli occhiali?

La realtà è che la chirurgia refrattiva può correggere efficacemente un difetto visivo, ma non impedisce all’occhio di cambiare nel corso della vita.

Ne parliamo con l’oculista specializzato in chirurgia refrattiva Giovanni Moschitta: “È importante chiarire un concetto: la chirurgia refrattiva corregge il difetto presente al momento dell’intervento, ma non blocca tutti i cambiamenti che possono verificarsi nell’occhio negli anni successivi”.

Il laser corregge la miopia, ma non ferma il tempo

Per capire cosa accade bisogna partire dal funzionamento della chirurgia refrattiva.

Tecniche come PRK, FemtoLASIK e SMILE permettono di modificare il potere ottico della cornea, in modo che la luce venga focalizzata più correttamente sulla retina.

Il risultato, nei pazienti idonei, può essere una significativa riduzione o eliminazione della necessità di utilizzare occhiali e lenti a contatto.

Ma c’è un dettaglio fondamentale: “Il laser interviene sulla cornea, mentre la miopia può dipendere anche dalla lunghezza del bulbo oculare. Se l’occhio continua a modificarsi dopo l’intervento, può comparire nuovamente un difetto refrattivo”.

Questo non significa necessariamente che il trattamento sia stato eseguito in maniera scorretta.

Perché è così importante che la miopia sia stabile?

Non tutti i pazienti miopi possono sottoporsi immediatamente alla chirurgia refrattiva. Uno degli aspetti valutati durante la visita preoperatoria è proprio la stabilità del difetto visivo.

“Se la miopia continua ad aumentare, intervenire troppo presto significa correggere una situazione che potrebbe cambiare ancora. Per questo la stabilità refrattiva rappresenta uno dei criteri fondamentali nella selezione del paziente”.

È anche uno dei motivi per cui la chirurgia refrattiva viene generalmente presa in considerazione in età adulta, dopo un’adeguata valutazione. Non basta quindi aver raggiunto una determinata età: bisogna verificare che il difetto visivo non stia ancora evolvendo in maniera significativa.

Una riduzione della nitidezza visiva a distanza di anni non significa automaticamente che la miopia sia tornata. Le possibili cause sono diverse.

In alcuni pazienti può verificarsi una regressione refrattiva, ossia una parziale ricomparsa del difetto corretto. In altri casi possono intervenire cambiamenti del cristallino, alterazioni della superficie oculare o nuove condizioni che influenzano la qualità della vista: “Quando un paziente riferisce di vedere meno bene dopo un intervento, la prima cosa da fare è comprenderne la causa. Non possiamo attribuire automaticamente qualsiasi cambiamento alla ricomparsa della miopia”.

Una visita oculistica permette di distinguere le diverse situazioni e individuare il percorso più appropriato.

Si può fare il laser una seconda volta?

È una delle domande che seguono immediatamente la precedente. La risposta è: in alcuni casi sì, ma non sempre.

Un eventuale secondo trattamento dipende dalle caratteristiche della cornea, dallo spessore residuo, dalla stabilità del difetto e dalla tecnica utilizzata nel primo intervento: “Non tutti i pazienti possono essere sottoposti a un ritocco laser. Prima di prendere in considerazione un nuovo intervento è necessario valutare attentamente la sicurezza della procedura e le condizioni dell’occhio”.

L’obiettivo non è correggere a tutti i costi ogni minima variazione, ma capire se esistano le condizioni per intervenire e se il beneficio atteso giustifichi i rischi.

E dopo i 40 anni? Gli occhiali tornano comunque?

Qui entra in gioco un altro grande equivoco.

La chirurgia refrattiva eseguita per correggere la miopia non impedisce la comparsa della presbiopia. Con il passare degli anni, infatti, il cristallino perde progressivamente la capacità di modificare la propria messa a fuoco per la visione ravvicinata.

“Un paziente che ha corretto la miopia a trent’anni può iniziare ad avere difficoltà a leggere da vicino intorno ai quaranta o cinquant’anni. Questo non significa che il laser abbia smesso di funzionare: significa che sta comparendo un cambiamento fisiologico legato all’età”.

È quindi possibile vedere perfettamente da lontano dopo la chirurgia refrattiva e avere successivamente bisogno di occhiali per leggere. Sono due fenomeni differenti.

Il laser garantisce di non indossare mai più gli occhiali?

È probabilmente la domanda più importante.

La chirurgia refrattiva può offrire risultati duraturi e un’elevata soddisfazione nei pazienti correttamente selezionati, ma non può garantire che una persona non avrà mai più bisogno di una correzione ottica: “Il nostro compito è spiegare con chiarezza quali risultati possiamo realisticamente ottenere. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto, non promettere che l’occhio rimarrà identico per tutta la vita”.

Proprio per questo la visita preoperatoria è fondamentale: permette di valutare non soltanto il difetto visivo, ma anche le caratteristiche dell’occhio e le aspettative del paziente.

Quindi vale ancora la pena operarsi?

Sapere che la vista può cambiare negli anni non significa mettere in discussione l’efficacia della chirurgia refrattiva. Significa comprenderne correttamente le possibilità e i limiti.

Un intervento ben indicato può consentire a una persona di vivere per molti anni con una minore dipendenza dagli occhiali, anche se in futuro potrebbero rendersi necessarie nuove correzioni: “La chirurgia refrattiva non deve essere presentata come una promessa di perfezione eterna. È una procedura che può migliorare significativamente la qualità della vita, purché venga proposta al paziente giusto e con aspettative realistiche”.

Il punto, quindi, non è chiedersi se il laser possa fermare per sempre ogni cambiamento della vista. La vera domanda è se, nelle condizioni attuali del paziente, la chirurgia refrattiva possa rappresentare una soluzione efficace e sicura.

Il laser può correggere la miopia ma non può fermare il tempo.