Il 10 settembre 2006, sul circuito di Monza, Michael Schumacher annunciava il suo ritiro dalla Formula 1. Aveva appena vinto il Gran Premio d’Italia con la Ferrari, davanti al pubblico italiano, e quella vittoria rendeva ancora più significativo uno degli annunci destinati a segnare la storia del Circus.
Negli anni Novanta e nei primi 2000 bastava fare il suo nome per attirare l’attenzione di tutti. Michael Schumacher era diventato il volto della Formula 1, il pilota che aveva riportato la Ferrari sul tetto del mondo e che aveva trasformato ogni Gran Premio in una sfida attesa da milioni di appassionati.
La sua storia era iniziata con la Benetton, con i due titoli mondiali conquistati nel 1994 e nel 1995. Nel 1996 il passaggio alla Ferrari avrebbe aperto il capitolo più importante della sua carriera. La scuderia di Maranello era reduce da anni difficili e inseguiva da tempo un titolo mondiale che mancava dal 1979.


Schumacher lavorò per costruire una squadra vincente e nel 2000 arrivò il risultato che tutti aspettavano. Il titolo mondiale tornò alla Ferrari dopo 21 anni e da quel momento iniziò un dominio destinato a entrare nella storia della Formula 1.
Cinque campionati del mondo consecutivi, dal 2000 al 2004, sette titoli iridati complessivi e 91 vittorie. Nel 2004 arrivò una delle stagioni più straordinarie della sua carriera, con 13 vittorie in 18 Gran Premi.


Erano gli anni delle grandi sfide con Mika Häkkinen, delle battaglie in pista, delle vittorie Ferrari e dei festeggiamenti sul podio. Schumacher aveva costruito un rapporto particolare con i tifosi e il suo nome era ormai legato indissolubilmente alla Rossa.
A Monza, quel 10 settembre, arrivò una delle sue ultime vittorie con la Ferrari. Dopo il Gran Premio, Schumacher comunicò la decisione di lasciare la Formula 1 al termine della stagione. Aveva scelto proprio il circuito italiano, davanti ai tifosi che lo avevano accompagnato durante gli anni più importanti della sua carriera.