Quelle emozioni chiamale ancora Battisti

di Denise Bentivegna

Il 9 settembre 1998 Lucio Battisti se ne andava, lasciando dietro di sé una delle pagine più importanti della musica italiana.

Sono passati ventotto anni da quel giorno eppure, ancora oggi, basta ascoltare le prime note di una sua canzone per avere la sensazione che il tempo non sia mai passato davvero.

Battisti non è stato solamente un pilastro nella storia della musica. Lui è nei ricordi di chi lo ha ascoltato, nelle storie d’amore, nelle estati, nei viaggi in macchina, nelle serate trascorse ad ascoltare una canzone che sembrava parlare proprio di noi.

La sua musica ha avuto quella capacità rara di raccontare sentimenti universali senza renderli mai banali.

L’amore, certo. Ma anche la nostalgia, il desiderio, la gelosia, la solitudine, la voglia di ricominciare. Tutto quello che succede quando due persone si incontrano e quando, qualche volta, si perdono.

Insieme a Mogol, Battisti ha dato alla canzone italiana un linguaggio nuovo, più intimo, più vicino alla vita reale. Non servivano grandi dichiarazioni. Bastava una frase, una melodia, un’immagine apparentemente semplice per raccontare qualcosa che, prima o poi, tutti abbiamo provato.

Emozioni, La canzone del sole, I giardini di marzo, E penso a te, Ancora tu, Con il nastro rosa sono diventate molto più che canzoni. Sono diventate pezzi di memoria collettiva.

Sarà proprio questa la ragione per cui Battisti continua a essere ascoltato anche da chi, quando quelle canzoni uscivano, non era ancora nato.

La sua musica non ha bisogno di appartenere a una generazione, perché è legata alle emozioni.

Un altro aspetto che rende particolare la sua storia, Battisti, a un certo punto, scelse di sottrarsi. Lontano dalla televisione, dalle interviste, dalla continua esposizione pubblica, preferì lasciare che fossero le sue canzoni a raccontarlo.

Una scelta controcorrente, soprattutto pensando a quanto oggi un artista sia chiamato continuamente a mostrarsi.

Lui, invece, aveva scelto il silenzio.

Ma quel silenzio non è mai riuscito a spegnere la sua voce.
Le sue canzoni hanno continuato a viaggiare, passando dai vinili alle cassette, dai CD alla radio, fino alle piattaforme digitali. Sono cambiate le generazioni e sono cambiati i modi di ascoltare la musica, ma quelle melodie hanno continuato a trovare qualcuno disposto a fermarsi ad ascoltarle, nella forma più bella di eternità per un artista.

Lucio Battisti non dobbiamo ricordarlo soltanto nel giorno del proprio anniversario, perché torna nella vita delle persone senza nemmeno essere cercato.

Una canzone alla radio.

Una frase ascoltata per caso.

Un ricordo che riaffiora.

E improvvisamente Lucio Battisti è di nuovo lì.

Le sue alcune canzoni non invecchieranno mai.

Cambiano soltanto le persone che le ascoltano, raccontando una storia diversa.

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