Il 29 ottobre, nel cuore della sessantesima edizione di Lucca Comics & Games, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Toscana Eugenio Giani, il sindaco Mario Pardini e i vertici della manifestazione hanno preso parte alla firma dell’accordo di valorizzazione finalizzato alla costituzione della Fondazione per il Museo del Fumetto. Un passaggio atteso da anni, che riporta al centro il rapporto tra patrimonio culturale, istituzioni e identità internazionale della città. Restano da conoscere nel dettaglio i prossimi passaggi amministrativi e le tempistiche per la realizzazione del progetto.
LUCCA – Ci sono appuntamenti che vanno oltre il valore della cerimonia che li accompagna. La firma dell’accordo di valorizzazione per la costituzione della Fondazione destinata a dare vita al Museo del Fumetto appartiene a questa categoria. Giovedì 29 ottobre, a Palazzo Guinigi, la città che da sessant’anni rappresenta uno dei principali punti di riferimento internazionali per la Nona Arte ha posto al centro del confronto istituzionale un progetto destinato a incidere sul proprio futuro culturale.
L’iniziativa si colloca nel calendario della sessantesima edizione di Lucca Comics & Games, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre, e coinvolge alcune delle principali istituzioni del territorio e del Paese. Alla firma erano annunciati il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Lucca Mario Pardini, il direttore di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina e l’amministratore unico di Lucca Crea Nicola Lucchesi.
Al termine dell’appuntamento era prevista una visita alle mostre della manifestazione allestite nello storico palazzo lucchese, dove il racconto dei sessant’anni del festival si intreccia con le prospettive del futuro museo.
Il significato dell’accordo va letto soprattutto in questa prospettiva: dare una struttura istituzionale a un progetto che ambisce a trasformare una tradizione consolidata in un patrimonio culturale fruibile durante tutto l’anno.
Un progetto atteso, una città che vuole custodire la propria storia
Per comprendere la portata dell’iniziativa bisogna partire dal rapporto tra Lucca e il fumetto.
Era il 1966 quando la città ospitò la prima edizione del Salone internazionale dei Comics. Da allora la manifestazione si è trasformata profondamente, passando da appuntamento specializzato a grande evento internazionale nel quale convivono fumetto, editoria, illustrazione, cinema, animazione, videogiochi, giochi da tavolo e cultura pop.
L’edizione 2026 celebra il sessantesimo anniversario di questo percorso. Sei decenni nei quali Lucca ha costruito una riconoscibilità che va ben oltre i confini regionali, richiamando autori, editori, collezionisti e appassionati provenienti da numerosi Paesi.
Ma proprio questa crescita ha reso sempre più evidente una questione: come conservare e trasmettere un patrimonio che non si esaurisce nei giorni del festival?
La risposta alla quale punta il progetto museale è quella di uno spazio permanente, capace di raccogliere e raccontare la storia del fumetto, valorizzare gli originali, documentare l’evoluzione del linguaggio e offrire al pubblico occasioni di approfondimento anche lontano dalla grande manifestazione autunnale.
La Fondazione rappresenta il passaggio istituzionale indicato per dare forma a questa prospettiva. La sua costituzione dovrà permettere di organizzare il progetto attraverso una struttura dedicata, con responsabilità e obiettivi da definire negli atti e nei successivi provvedimenti.
È importante, tuttavia, distinguere la firma dell’accordo dal completamento dell’intero percorso. La realizzazione di un museo richiede ulteriori passaggi amministrativi, organizzativi, finanziari e progettuali. La giornata di Palazzo Guinigi segna dunque una tappa importante, ma la sua portata concreta dovrà essere valutata anche alla luce delle decisioni che seguiranno.
Il ruolo del Ministero: il fumetto come patrimonio culturale
La presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli conferisce all’iniziativa una dimensione nazionale.
Il sostegno del Ministero è particolarmente significativo per un settore che, nonostante il proprio peso artistico ed editoriale, ha dovuto a lungo confrontarsi con una considerazione non sempre pienamente corrispondente alla sua complessità culturale.
Il fumetto è un linguaggio che mette insieme disegno, scrittura, composizione, colore e costruzione narrativa. È capace di attraversare generi e pubblici diversi, dalla letteratura per ragazzi alla satira, dalla ricostruzione storica alla sperimentazione artistica, fino alle forme più contemporanee della narrazione digitale.
La sua storia è anche una parte della storia sociale del Novecento e del nuovo millennio: personaggi e autori hanno accompagnato generazioni di lettori, raccontato trasformazioni politiche e culturali e contribuito alla formazione dell’immaginario collettivo.
Il tema del riconoscimento istituzionale era già emerso pubblicamente durante l’inaugurazione della precedente edizione di Lucca Comics & Games. In quell’occasione Giuli aveva sostenuto la necessità di riconoscere pienamente il fumetto come arte e aveva manifestato l’auspicio di poter annunciare nel 2026 l’avvio del progetto museale.
L’appuntamento del 29 ottobre si inserisce quindi in un percorso politico e culturale già delineato. Per capire fino a che punto il nuovo accordo consentirà di tradurre quell’impegno in una struttura concreta saranno determinanti il contenuto dell’intesa, la governance della Fondazione e le risorse destinate alle diverse fasi di realizzazione.
Non si tratta soltanto di assicurare uno spazio espositivo. La sfida è costruire un’istituzione capace di conservare opere e documenti, promuovere ricerca e divulgazione e collocare il fumetto in un sistema culturale nel quale possa dialogare stabilmente con le altre arti.
Regione Toscana e Comune di Lucca: il valore di una collaborazione istituzionale
Accanto al Ministero, la partecipazione della Regione Toscana e del Comune di Lucca mette in evidenza la dimensione territoriale del progetto.
Il presidente Eugenio Giani e il sindaco Mario Pardini sono tra i protagonisti istituzionali di un percorso che interessa direttamente la valorizzazione culturale della città e il suo posizionamento nel panorama nazionale e internazionale.
Per Lucca, il museo potrebbe rappresentare un’opportunità per ampliare ulteriormente la propria offerta culturale, affiancando al patrimonio storico e architettonico un luogo dedicato a una delle espressioni artistiche che più hanno contribuito alla sua notorietà contemporanea.
La prospettiva è quella di un sistema nel quale il festival e il museo non si sovrappongano, ma si rafforzino reciprocamente. Da un lato, Lucca Comics & Games continuerà a essere il grande appuntamento internazionale concentrato in pochi giorni; dall’altro, il museo potrebbe garantire una presenza culturale continuativa, capace di attrarre visitatori, studiosi, scuole e appassionati durante tutto l’anno.
Questa complementarità potrebbe avere ricadute anche sul turismo culturale, contribuendo a distribuire le visite in periodi diversi da quelli della manifestazione.
Il risultato, tuttavia, dipenderà dalla capacità di definire un progetto sostenibile e una programmazione autonoma. La Fondazione dovrà tradurre la collaborazione istituzionale in obiettivi misurabili, responsabilità chiare e un modello di gestione in grado di assicurare continuità nel tempo.
Palazzo Guinigi e Manifattura Tabacchi: due luoghi, un percorso da costruire
Uno degli aspetti più importanti emersi nel percorso verso il museo riguarda la distinzione tra gli spazi espositivi già attivati e la sede prevista per il progetto museale.
Palazzo Guinigi è diventato uno dei luoghi centrali di Lucca Comics & Games 2026. Il secondo piano dello storico edificio è stato affidato a Lucca Crea per otto anni attraverso una concessione destinata a mostre, iniziative e percorsi culturali.
La prospettiva è quella di uno spazio capace di rimanere attivo oltre il calendario del festival, ospitando progetti espositivi che possano evolvere nel tempo.
La sede prevista per il futuro Museo del Fumetto è invece l’area dell’ex Manifattura Tabacchi, al centro di un progetto di recupero e valorizzazione che dovrebbe consentire di sviluppare una struttura specificamente dedicata alla narrazione della storia della Nona Arte.
La distinzione è importante perché Palazzo Guinigi e Manifattura Tabacchi rispondono a funzioni diverse all’interno di una prospettiva più ampia.
Il primo rappresenta già un luogo di sperimentazione espositiva, nel quale il patrimonio del festival viene presentato al pubblico attraverso mostre e percorsi culturali. La seconda è la sede individuata per il progetto museale vero e proprio, la cui realizzazione richiede il completamento dei passaggi progettuali e amministrativi necessari.
La concessione di Palazzo Guinigi a Lucca Crea, annunciata a settembre, ha previsto una durata di otto anni e l’utilizzo di circa mille metri quadrati del secondo piano. Un dato che mostra come la valorizzazione del patrimonio del fumetto non sia affidata esclusivamente al futuro museo, ma si stia sviluppando anche attraverso iniziative già operative.
Rimane da chiarire in quale modo le attività di Palazzo Guinigi saranno coordinate con la futura Fondazione, quali materiali saranno destinati al museo e come verranno organizzate le eventuali relazioni tra le due sedi.
Sono questioni decisive per evitare sovrapposizioni e costruire un’offerta culturale coerente, capace di integrare esposizioni temporanee, collezioni, attività didattiche e ricerca.
Lucca Legacy: sessant’anni di storia diventano una mostra viva
La scelta di Palazzo Guinigi come sede dell’appuntamento istituzionale acquista un significato particolare nell’anno in cui Lucca Comics & Games celebra il proprio sessantesimo anniversario.
Il secondo piano del palazzo ospita infatti Lucca Legacy, a Comics & Games Story, un progetto espositivo sviluppato da Lucca Crea in collaborazione con POLI.design, centro di formazione post-laurea fondato dal Politecnico di Milano, con la supervisione scientifica del Dipartimento di Studi socio-economici, gestionali e statistici dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
La mostra propone un approccio che supera l’idea tradizionale di archivio. Il visitatore non è soltanto chiamato a osservare materiali storici, ma viene coinvolto in un percorso nel quale la memoria del festival è concepita come un patrimonio in evoluzione.
Il progetto si avvale anche di materiali provenienti da fondi e collezioni, tra cui il Fondo Caniparoli, la collezione di Angelo Nencetti dedicata a Quando Lucca diventò un fumetto e il Fondo Bono della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Alla realizzazione contribuisce inoltre la collaborazione con Rai Teche.
Il concetto di legacy, ovvero eredità, diventa così il filo conduttore di un percorso che collega passato, presente e futuro.
Il festival non viene raccontato soltanto attraverso le sue edizioni, ma come una storia collettiva costruita da autori, editori, organizzatori e pubblico. Un patrimonio che può continuare ad arricchirsi attraverso le esperienze e le testimonianze delle nuove generazioni.
La mostra resterà aperta fino al 30 settembre 2027, offrendo una continuità temporale che va ben oltre i giorni della manifestazione.
Accanto a Lucca Legacy, il programma espositivo comprende omaggi a protagonisti della storia del fumetto e approfondimenti sui linguaggi contemporanei. Tra i percorsi annunciati figurano la celebrazione degli ottant’anni di Lucky Luke, il mondo di Valentina attraverso le tavole di Guido Crepax, il lavoro dell’autrice statunitense Tillie Walden e gli universi visivi del concept artist Daniel Dociu.
La varietà delle mostre mostra quanto il fumetto sia un linguaggio capace di attraversare epoche, culture e sensibilità artistiche differenti. È proprio questa ricchezza che un museo permanente dovrebbe essere in grado di documentare e valorizzare.
Un museo non soltanto da visitare, ma da vivere
La prospettiva del nuovo Museo del Fumetto apre una riflessione più ampia sul modello di istituzione culturale da realizzare.
Un museo contemporaneo dedicato alla Nona Arte non dovrebbe limitarsi a esporre tavole originali e oggetti da collezione. Potrebbe diventare un luogo nel quale raccontare come nasce una storia, come si sviluppa un personaggio, quale lavoro si nasconde dietro una pagina e in che modo il linguaggio del fumetto si è trasformato nel corso dei decenni.
Accanto alla conservazione del patrimonio, potrebbero trovare spazio laboratori, attività didattiche, incontri con gli autori, mostre temporanee e approfondimenti sui rapporti tra fumetto, cinema, animazione, letteratura e videogiochi.
Un simile approccio permetterebbe di rivolgersi a pubblici differenti: studiosi e collezionisti, ma anche famiglie, studenti, turisti e visitatori che si avvicinano per la prima volta alla Nona Arte.
La prospettiva è particolarmente interessante per le scuole. Il fumetto può essere uno strumento di educazione alla lettura, di comprensione delle immagini e di avvicinamento alla storia, alla letteratura e alle arti visive.
Perché questo potenziale si traduca in un risultato concreto, sarà necessario definire con precisione il progetto culturale, le collezioni da valorizzare, le modalità di accesso, le collaborazioni scientifiche e il programma delle attività.
Anche la dimensione digitale potrà svolgere un ruolo importante, attraverso archivi consultabili, contenuti multimediali e strumenti capaci di rendere accessibili materiali che, per ragioni conservative o organizzative, non possono essere sempre esposti.
Si tratta di prospettive possibili, non di caratteristiche già tutte confermate. Il loro sviluppo dipenderà dalle scelte che saranno compiute nella fase di progettazione e organizzazione del museo.

Una storia che viene da lontano
Il percorso verso una presenza museale dedicata al fumetto a Lucca non nasce oggi.
La città ha già conosciuto esperienze museali dedicate al fumetto e all’immagine, tra cui il Museo del Fumetto e dell’Immagine, fondato nel 2008 e legato a un progetto di valorizzazione delle opere e dei materiali attraverso percorsi interattivi.
Nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi per ampliare gli spazi espositivi e rafforzare il ruolo di Lucca come centro di riferimento per studiosi, artisti, editori e appassionati.
La nuova prospettiva della Fondazione va quindi collocata all’interno di una storia più lunga, fatta di tentativi, progetti e ambizioni che hanno accompagnato la crescita della manifestazione.
Proprio per questo, la giornata del 29 ottobre assume un significato particolare: il passaggio istituzionale annunciato punta a dare al progetto una struttura dedicata, creando le condizioni per affrontare in maniera organica le questioni legate alla sede, alla governance e alla sostenibilità.
La vera misura del successo sarà la capacità di portare a compimento questo percorso, superando le difficoltà che possono emergere nella realizzazione di un progetto complesso.

Le domande aperte: tempi, risorse e organizzazione
Al di là del valore simbolico dell’accordo, rimangono alcuni aspetti sui quali sarà importante fare chiarezza.
Il primo riguarda i tempi. Per valutare la concretezza del progetto sarà necessario conoscere il calendario dei prossimi passaggi, dalle procedure per la costituzione della Fondazione fino alle fasi di progettazione, realizzazione e allestimento del museo.
Il secondo riguarda le risorse economiche. Una struttura museale richiede investimenti iniziali, ma anche finanziamenti continuativi per la conservazione delle opere, la gestione degli spazi, il personale, la ricerca e la programmazione culturale.
Il terzo aspetto riguarda la governance. Sarà importante comprendere quali soggetti entreranno nella Fondazione, quali saranno le rispettive responsabilità e come verranno assunte le decisioni strategiche.
C’è poi la questione del patrimonio da conservare e rendere accessibile. Il fumetto comprende materiali molto diversi: tavole originali, studi preparatori, sceneggiature, pubblicazioni, manifesti, documenti d’archivio, testimonianze audiovisive e materiali digitali. La loro valorizzazione richiede competenze specifiche, criteri conservativi adeguati e una politica di acquisizione e collaborazione con collezionisti, autori, editori e istituzioni.
Infine, sarà determinante la capacità del museo di costruire una programmazione autonoma, mantenendo un rapporto privilegiato con Lucca Comics & Games senza dipendere esclusivamente dal calendario della manifestazione.
Sono queste le questioni che permetteranno di passare dall’annuncio istituzionale a un progetto pienamente definito.
La Nona Arte cerca una casa permanente
La firma dell’accordo di valorizzazione per la costituzione della Fondazione rappresenta un passaggio importante per una città che ha costruito una parte significativa della propria identità contemporanea attorno al fumetto.
Lucca Comics & Games ha dimostrato, nel corso di sessant’anni, la capacità di mettere in relazione linguaggi artistici, industrie creative e pubblici internazionali. Il futuro museo potrebbe aggiungere a questa esperienza una dimensione permanente, offrendo uno spazio nel quale la storia della Nona Arte possa essere conservata, studiata e raccontata durante tutto l’anno.
Il progetto interessa Lucca, ma la sua portata potenziale è più ampia. Un museo capace di valorizzare il patrimonio italiano e internazionale del fumetto potrebbe contribuire al riconoscimento di un linguaggio artistico che ha segnato profondamente la cultura contemporanea.
Il passaggio di Palazzo Guinigi si colloca dunque in un momento simbolico: mentre la città celebra il passato e il presente della manifestazione, le istituzioni sono chiamate a costruire le condizioni per il suo futuro culturale.
La sfida adesso è trasformare l’accordo in un percorso concreto, con tempi definiti, risorse adeguate e un progetto scientifico capace di valorizzare la ricchezza della Nona Arte.
Perché il traguardo non è soltanto aprire un nuovo museo. È fare in modo che Lucca possa custodire stabilmente la storia del fumetto, raccontarla alle nuove generazioni e continuare a essere, anche lontano dai giorni del festival, una delle sue grandi case internazionali.