A Catania di solito si tende a pensare che i giovani, una volta preso il diploma o al massimo la laurea triennale o magistrale, vadano via dalla Sicilia in cerca di un futuro migliore. Ma molti di questi una volta andati via non vedono l’ora di rientrare, anche per dare sfogo alle proprie passioni.
Da ingegnere a libraio: una scelta controcorrente
Giuseppe Quattrocchi, laureato in ingegneria e architettura, ha sempre avuto un grande interesse per i libri, in particolare per quelli dedicati alla narrativa. Uno dei suoi desideri era quello di aprire una libreria e negli ultimi mesi dello scorso anno questo sogno è diventato realtà, con l’inaugurazione di una libreria in via Grotte Bianche, in una delle zone più caratteristiche della città e dedicate per certi aspetti ad attività di questo tipo.
Come nasce una libreria indipendente a Catania
«Sono abilitato alla professione di ingegnere – ha detto Quattrocchi –, mi sono laureato in ingegneria edile e architettura qui a Catania e questo percorso di studi mi è servito senza ombra di dubbio sia per allestire la biblioteca che per portare avanti il lavoro di grafica editoriale, perché c’è molta architettura nelle grafiche che realizzo per le copertine dei libri. La narrativa la leggo sin da quando ero piccolo e mi ci sono sempre dedicato. Ora avendo una libreria indipendente a Catania posso permettermi di scegliere in maniera altrettanto indipendente tutti i libri da proporre ai vari lettori».
Dai social alle case editrici: il percorso creativo
Nonostante sia iscritto all’albo degli ingegneri Giuseppe si è sempre dedicato quindi alla lettura: «Ho aperto il profilo Instagram, nel quale ho cominciato a dare i miei consigli di lettura e poi da lì sono stato notato dalle case editrici e si è aperta la strada della grafica editoriale. Ho promosso i libri tramite delle composizioni fotografiche e proprio queste composizioni hanno attratto la prima casa editrice, che è stata la Nord e che mi ha proposto di fare la prima copertina. Successivamente sono stato chiamato dalla Neri Pozza e ho realizzato la copertina delle Sette Morti di Evelyn Hardcastle. La Neri Pozza mi ha formato da un punto vista grafico e da quel momento sono stato chiamato da tutte le altre».
Una libreria indipendente a Catania che diventa comunità
L’avventura imprenditoriale attuale è iniziata qualche anno quando «sotto la mia abitazione si vendeva questa bottega, che un tempo era un panificio. L’ho vista e mi sono innamorato di queste volte e di questi archi presenti nella struttura e ho deciso di acquistarla per creare una piccola libreria. L’ho aperta lo scorso 13 dicembre e ho coinvolto tutta la mia famiglia nell’attività. Siamo partiti prevalentemente con un catalogo di narrativa, poi abbiamo creato un piccolo spot per la poesia facendoci aiutare da Ricreiamo l’Agorà, un gruppo di poeti catanesi molto attivo, per l’allestimento del reparto poesia. In seguito cercheremo di espanderci anche in altri settori, come saggistica e arte, per arricchire il nostro catalogo».
Restare in Sicilia: una scelta possibile?
La nomina di Catania come città priva di cultura è soltanto un falso mito, perché «la nostra città ha molti lettori, che secondo me sono nascosti perché mancano luoghi di ritrovo. Chi è venuto qui ha apprezzato il fatto che si può anche rimanere a sostare creando anche una sorta di comunità. A Catania purtroppo ancora mancano posti in cui accogliere i lettori, ma noi abbiamo al momento quattro gruppi di lettura e più di 200 iscritti. C’è voglia di fare comunità intorno ai libri e la libreria è nata qui a Catania proprio perché io non volevo lasciare questa città. Io ho cercato in tutti i modi di fare quel che volevo pur di rimanere nella mia città natale. Le persone che vanno via da qua hanno voglia di tornare per via della nostalgia. Siamo un piccolo esempio e in molti sui social mi hanno detto che quello che ho fatto io è anche il loro sogno. Le librerie si aprono perché si ha una passione, altrimenti non si aprirebbero. Per la posizione in cui siamo non siamo né troppo esposti, ma nemmeno troppo isolati».