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L’Etna è insonne: esplosioni si intensificano nel Cratere SE

L’Etna è insonne. Spettacolo incredibile quello immortalato nell’intervallo fra le 03:30 e le 04:15 UTC di questa notte. Straordinarie fontane di lava si sono alzate per metri mentre una lingua di fuoco scendeva a valle. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dopo la conclusione della fontana di lava (vedi aggiornamento n° 153) sono avvenute una ventina di esplosioni molto violente da diverse bocche sul Cratere di SE, che hanno lanciato bombe incandescenti oltre la base del cono del medesimo cratere.
Foto: INGVvulcani via Facebook
Dopo le 04:15, tuttavia, non è più avvenuta alcuna attività eruttiva al Cratere di SE, mentre, negli altri crateri sommitali sta continuando l’attività esplosiva osservata negli ultimi giorni. Nelle ore successive all’attività di fontana di lava e fino allo stato attuale, l’ampiezza media del tremore vulcanico è rimasta confinata principalmente nel livello medio.
Tra le 03:20 e le 04:10 UTC, però, l’ampiezza media del segnale sismico ha subito un temporaneo e significativo incremento. Perché? La causa risiede in una serie di episodi esplosivi molto energetici che hanno generato segnali infrasonici di elevatissima ampiezza. Dopo l’attività di fontanamento, la sorgente del tremore vulcanico si è collocata al di sotto dell’area sommitale: tra i crateri Bocca Nuova e Voragine, nell’intervallo di profondità 2700-2900m sopra il livello del mare.
L’attività infrasonica, in questo momento, è molto debole sia nel numero che nell’energia dei transienti infrasonici, che risultano localizzati al Cratere di SE, Bocca Nuova e Cratere di NE.
Crediti foto: Boris Behncke
G.G.
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Redazione

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