La leggenda del grande albero Kalpataru

di Nicol Graziano

Il Kalpavriksha, chiamato anche Kalpataru o Kalpadruma, non è solo un albero della mitologia indiana; è un potente simbolo intessuto nel tessuto delle tradizioni indù, buddhista e giainista. Questo albero divino, noto per esaudire i desideri, occupa un posto speciale nel cuore di coloro che apprezzano la tradizione e le pratiche rituali.

(La Gita è il vero divino Kalpataru) Leggere la Gita o osservare il Kalpataru in India si dice esaudisce i desideri.

Oggi vi racconto una storia antica del panorama indù dello yoga:

L’anziano Gotam era un Rishi, un sacro cantore veggente e maestro di Raya Yoga. Possedeva un piccolo giardino con un grande albero, Kalpataru.

Lui era solo un pellegrino mendicante, ma da qualche tempo non riusciva più a camminare e la generosità dei suoi ammiratori lo aveva costretto ad accettare una capanna e quel piccolo podere.

Un giorno vennero a giocare nel suo giardino, quattro ragazzi del vicino paese: tre maschi, Prathvi, Agni e Vata e una bambina paffutella, Jala, continuamente derisa ed emarginata dai tre monelli.

Agni si rivolse al vecchio Gotam, con modo sfrontato e accento insolente:
– Dimmi signore, possiamo giocare sotto il tuo albero?
– Andate pure, giovanotti, ma state attenti, quell’albero si chiama Kalpataru ed è antico e magico: se gli parlate ed esprimete un desiderio, oppure se ve ne state solo in silenzio sotto le sue fronde e pensate o sognate un desiderio, allora quel desiderio sarà esaudito.

Subito i tre maschi si precipitarono verso la pianta maestosa.
Jala invece si sedette vicino a Gotam e si mise a contemplare l’albero grandioso.
– Tu non vai con i tuoi amici, piccina? – le disse Gotam, accarezzando i suoi capelli come un nonno gentile.
– No signore, che bisogno c’è? Quell’albero è una meraviglia!

Gotam cominciò a osservare attentamente il gioco dei tre ragazzi.
Il Rishi aveva il potere di leggere il Karma delle persone che incontrava.
“ Chi semina raccoglie. Semina un pensiero e raccogli un’azione, semina un’azione e raccogli un’abitudine, semina un’abitudine e raccogli un carattere; semina un carattere e raccogli un destino. Vediamo qual è il destino di questi ragazzi.”

Prathvi cominciò a tempestare l’albero di richieste alimentari: dolci e torte e succulenti biscotti, e presto si rotolò in terra, tenendo il ventre gonfio che faceva male per l’indigestione.
Vata cominciò ad assillare la pianta Kalpataru con il desiderio della fama:
voleva essere il cantante, l’attore e il poeta più famoso dell’India.
Vide tante persone affascinate dal suono del suo sitar e dalla bellezza del suo canto, ma vide anche il disgusto di molti suoi ammiratori per il suo continuo gloriarsi d’essere il più grande artista d’India e il suo disprezzare la sensibilità degli altri poeti.
Agni strappò un ramo dall’albero Kalpataru, per farsi una spada di legno, e chiese che fosse immediatamente esaudito; voleva diventare il guerriero più terribile e sanguinario della storia e conquistare il mondo.
Il Karma di questi tre ragazzini fu terribile appena diventarono grandi.

Gotham guarda Jala

Infine Gotam guardò con tenerezza Jala, quella bimba grassottella, presa in giro ed emarginata da quei tre monelli che scorrazzavano in giardino.
Il suo sguardo era rivolto in alto, verso il grande albero Kalpataru ed era pieno di rispetto, venerazione, disinteressata contemplazione.
– Dimmi bimba, mia dolce Jala, tu non desideri niente?
– Oh signore, non mi sgridi: a me basta solo guardare quest’albero bellissimo.
I miei tre amici non se ne sono accorti, perché l’hanno guardato solo in basso. Tutti presi dai loro desideri hanno visto a malapena il grosso tronco della base e qualche ramo.
Io invece vedo la sua cima che sale verso il cielo infinito, è indicibilmente splendida e grande!
E’ come mia madre e mio padre.
Immagino, signore, che le sue radici tengano insieme le fondamenta del mondo e che i suoi rami arrivino fino alle stelle e alle più lontane galassie.
Gotam l’abbracciò come un nonno affettuoso e le disse.
– Sì Jala, prima dell’inizio del mondo, già c’era Kalpataru, perché sempre è stato e sempre sarà.
Jala divenne una Rishi (Santa) , una cantante da una voce angelica , veggente e maestra di Yoga. In India sono disponibili solo due alberi di questo tipo: uno si trova a Bhuj, nel Gujarat, in India, e l’altro nell’Himachal Pradesh.