Per procedere, in qualsiasi ambito, è necessario un “inizio”.
Senza una partenza..il movimento, per cui il procedere, è solo un’attività illusoria. Lo Yoga diventa un vero e proprio percorso quando si verificano le circostanze favorevoli che ci permettono di fare un’esperienza yogica, ne sperimentiamo gli effetti ed i benefici, ed eventualmente prendiamo la decisione di continuare questa esperienza.
Le circostanze favorevoli sono le lezioni di gruppo, o singole, o un ritiro, o un’esperienza avuta in viaggio etc. Il tradurre questa circostanza in un percorso è il passo avanti che ci permetterà di “sentir crescere e apprezzare” gli effetti benefici dello Yoga, e di vederli aumentare rapidamente, solo se abbiamo un minimo di costanza, pazienza e determinazione.
Praticare in autonomia
Il vero salto di qualità lo faremo quando riusciremo a praticare in autonomia, senza bisogno di andare a una classe guidata. Fare entrare lo Yoga nelle nostre case è un passo importante, e dai mille risvolti, tutti positivi!
Per riuscire in un’impresa del genere è necessaria forza di volontà, determinazione, capacità di riorganizzare impegni, spazi, tempi, autostima, coraggio, fiducia etc. e tutto questo è quello che si chiama un ‘inizio”, e come tutti gli inizi ha in sé quell’energia particolare che tutti conosciamo.
E quando riusciremo a fare questo faremo una conquista molto, ma molto importante. Creando letteralmente nelle nostre vite un nuovo spazio, un laboratorio, un appuntamento con noi stessi, o chiamiamolo come più ci piace.
Uno spazio dove possiamo osservarci, conoscerci, respirare, praticare, e osservare gli effetti di queste pratiche, uno spazio per noi, dove non rivestiamo nessun ruolo, se non quello di essere noi stessi impegnati nell’azione di accrescere la nostra salute, il nostro equilibrio così come la forza e l’entusiasmo di vivere il nostro presente, qualunque esso sia, con gioia, dignità, gratitudine e intensità.
Yoga come percorso personale
Lo Yoga diventa così un percorso, nostro, personale, intimo. Poi possiamo frequentare lezioni, ritiri, partecipare a seminari etc. ed esperienza dopo esperienza crescere in questo percorso, ma è importante riuscire anche a praticare da soli.
Partecipare alla classe è bello, utile, importante etc.. ma l’intimità di una pratica autonoma rappresenta la conquista di uno spazio importante dove potremo osservare, imparare, percepire etc. con un altro sapore.
Nella pratica da soli le percezioni e le attenzioni diventano più fini, si può sviluppare una coscienza più profonda, osservare le connessioni tra muscoli e pensieri, tra le qualità del corpo e le emozioni, si possono osservare i pensieri più nascosti e fare delle scoperte a volte sensazionali!
E quando saremo riusciti a fare questo avremo la sensazione di aver lasciato gli ormeggi e iniziato finalmente a navigare in questo oceano infinito di esperienze e percezioni che si chiama Yoga.
Ci vuole solo un po’ di determinazione, di entusiasmo e la voglia, e la curiosità di provare!
Buona pratica a tutti!