Iniezioni per dimagrire: cosa tenere d’occhio?

di Giuliano Spina

Dimagrire, un verbo che spesso ci ossessiona e che ci porta a fare attività fisica o seguire una dieta specifica. Ma a volte la stessa ossessione è talmente forte che pensiamo anche a ricorrere a strumenti che potrebbero rivelarsi alla lunga dannosi.

Cosa sono le iniezioni per dimagrire

Fra questi strumenti c’è anche quello delle iniezioni, che di questi tempi sta quasi rappresentando una moda se non addirittura una piaga dilagante. La biologa nutrizionista Manila Cacopardo spiega come la pratica sia sempre più diffusa, ma mostra anche in maniera piuttosto dettagliata cosa sono queste iniezioni.

«Le iniezioni in questo momento storico – sottolinea la Cacopardo – stanno andando molto di moda. Nello specifico però si tratta principalmente di farmaci, che servirebbero per la cura del diabete, ma che negli ultimi anni vengono utilizzate sempre più per dimagrire. Questi farmaci, che sono anche degli antagonisti del recettore GLP 1, imitano l’azione di un ormone che regola il senso di fame e la glicemia. Tra i principi attivi più utilizzati ci sono la semaglutide, la liraglutide e altre, che interagendo sul senso di fame e sazietà permettono in modo indiretto al paziente di perdere del peso. Da quando si è capita questa cosa vengono utilizzati sempre più nel dimagrimento e non per il loro scopo originale».

I benefici: perdita di peso e controllo della glicemia

In questo ci sono senza ombra di dubbio dei lati positivi, che sono «la perdita di peso importante e facile, perché il paziente senza bisogno di seguire la dieta, di cambiare gli stili di vita e di fare sport perde del peso di fatto. Una perdita di peso che in caso di costanza nel fare iniezioni avviene».

Cosa succede quando si sospende la terapia

Riguardo invece ai lati negativi di queste iniezioni si parte da una precisazione: «Ci sono 37 studi provenienti da Oxford condotti su questi farmaci che mostrano come i pazienti perdessero circa 8 chili. Staccando la cura però il peso veniva ripreso con 5 chili che venivano ripresi in un anno, un valore notevole. La velocità di ripresa del peso perso è di 0,4 chili al mese, quindi si riprende quasi mezzo chilo al mese, una ripresa di peso molto più rapida rispetto a chi effettua una dieta dimagrante e quattro volte più veloce rispetto a chi fa una dieta ipocalorica».

Gli studi scientifici sulla ripresa del peso

E il tutto non finisce certo qui, perché «é stato dimostrato anche come in un anno e sette mesi si andava a riprendere tutto il peso che il paziente aveva perso. Quindi è più facile riprendere il peso perso piuttosto che dimagrire e questi farmaci sul paziente in sovrappeso o obeso portavano dei benefici sui valori della pressioni sanguigna e del colesterolo. Ma anche in questo caso quando si staccava la cura i valori dopo un anno e quattro mesi ritornavano ai livelli precedenti. Queste cure, in base a quanto dimostrato da diversi studi, nel lungo periodo non riescono a funzionare».

Dieta ipocalorica o farmaci? Le differenze

Qual è il modo per fare funzionare queste iniezioni? «Si potrebbe pensare a integrare alimentazione sana in un contesto di cambio delle abitudini e di attività sportiva, ma spesso questo non avviene e si confermano fallimentari. Queste iniezioni hanno un costo molto più alto rispetto a una dieta con un professionista, oltre a risultati molto meno stabili nel tempo. Con una dieta ipocalorica, seppur più impegnativa dal punto di vista del paziente, i risultati sono più duraturi».

«Effettuando una dieta si fa anche educazione alimentare perché il paziente si abitua a consumare determinati alimenti e fa sua questa pratica. Dopo una dieta ipocalorica si deve fare un percorso di mantenimento, che è importante perché, data la memoria delle nostre cellule, più a lungo ci manteniamo a un determinato peso più le nostre cellule si abituano a quella condizioni di equilibrio. In questo modo il peso tende a rimanere sempre quello, solo con qualche piccola oscillazione».