Il volume del tempo di Solvej Balle: il romanzo che sfida il significato del tempo

di Giuseppe Quattrocchi

Una storia in cui il tempo smette di scorrere

Cari lettori,
immaginate di svegliarvi una mattina e scoprire che il calendario si è fermato. Non per tutti, soltanto per voi. Potremmo anche dire che siete proprio voi ad esservi fermati, mentre il resto del mondo continua a esistere secondo regole che non riuscite più a comprendere. Ma è anche corretto affermare che è il mondo ad aver subito un arresto e solo voi avete l’opportunità di andare avanti. Vi ho già confusi! Ma è il bello di questa storia che scardinerà tutto ciò che sapete sul tempo.

È il 18 novembre. Una data qualunque. Nessun evento straordinario. Nessuna catastrofe. Nessun segnale che possa prepararvi a ciò che sta per accadere. Eppure, quando il giorno successivo aprirete gli occhi, sarà ancora il 18 novembre.
E poi ancora.
E ancora.

All’inizio farete ciò che farebbe chiunque. Cercherete una spiegazione. Un errore. Un dettaglio sfuggito. Vi convincerete che da qualche parte debba esistere una crepa capace di riportarvi al flusso normale del tempo. Ma il tempo, in questa storia, più che un nemico da sconfiggere, è un enigma che vi osserva in silenzio mentre tentate inutilmente di comprenderlo.

Chi è Tara Selter, la protagonista del romanzo

Così comincerete a seguire Tara Selter, libraia antiquaria e protagonista di questo straordinario romanzo di Solvej Balle, primo di una serie composta da ben sette volumi. La vedrete contare i giorni che non esistono, annotare dettagli che nessun altro ricorderà, ripetere le stesse conversazioni fino a consumarle. Ogni mattina dovrà spiegare nuovamente a suo marito Thomas ciò che sta vivendo, sapendo che il giorno seguente lui avrà già dimenticato tutto.

Chi è Tara Selter, la protagonista del romanzo

Ed è qui che “Il volume del tempo” smette di essere una storia sui viaggi temporali. Perché presto vi accorgerete che il vero protagonista non è il tempo che si ripete, ma la solitudine. La solitudine di chi continua a cambiare mentre il mondo resta immobile. La solitudine di chi accumula ricordi che nessun altro possiede. La solitudine di chi vive anni interi senza poterli condividere con nessuno.

Pagina dopo pagina, la domanda smetterà di essere “come uscirne?” e diventerà qualcosa di molto più inquietante: “Come si continua a vivere quando il futuro scompare?”

Quando il tempo diventa solitudine

Vi sorprenderete a riflettere sul valore dei giorni che normalmente lasciamo scivolare via senza prestarvi attenzione. Su quanto la nostra esistenza sia costruita sull’idea che domani arriverà sempre. E su cosa resterebbe di noi se quel domani non arrivasse più.

Il significato profondo de Il volume del tempo

Solvej Balle non costruisce un thriller né una corsa contro il tempo. Al contrario, rallenta ogni cosa. Vi costringe a osservare. A soffermarvi sui gesti più piccoli, sugli oggetti, sui ricordi, sulle abitudini che compongono la trama invisibile delle nostre vite. E in questo apparente immobilismo riesce a nascondere una tensione sottile e costante, quella che nasce quando ci troviamo davanti a qualcosa che sfugge completamente alla nostra comprensione.

Perché leggere Il volume del tempo

Quando arriverete all’ultima pagina non avrete ottenuto tutte le risposte che cercavate. Anzi, probabilmente le domande saranno aumentate. Ma è proprio questa la forza delle serie,  trasformare un impossibile paradosso temporale in una profonda riflessione sull’identità, sulla memoria e sul significato stesso dello scorrere del tempo. E forse, chiuso il libro, guarderete il calendario con occhi diversi. Perché nessuno di noi sa davvero quanto valga un singolo giorno… finché non è costretto a viverlo per sempre.