fbpx
EditorialeNewsPrimo Piano

Il primo giorno di scuola, tra paure e incertezze

Chi se lo ricorda il ‘Primo primo giorno di scuola?’
I crampi allo stomaco, la paura di lasciare la mano di tua madre per fare il tuo passo nel mondo e l’ansia di sentirsi diverso da tutti gli altri.

Però quanto è bello il primo giorno di scuola! E quanto bello è avere un compagno di banco, e ancora tu non lo sai che sarà il tuo compagno di avventure. Che sarete una squadra, un duo inseparabile. Che farete sempre i compiti insieme e che passerete tutto il tempo vicini perché non sarà mai abbastanza: “No mamma, restiamo ancora cinque minuti”, perché i bambini sono così, essenziali.

E diciamocelo, era anche bello quando un nostro amichetto aveva il raffreddore, allora era subito “Abbracciamoci così viene la febbre anche a me e non devo andare a scuola da solo”.

È così. Un bambino ti sorride e ti chiede se vuoi giocare e ti prende per mano. E il panico e le incertezze passano. E inizia la tua vita scolastica, tra risate, corse, abbracci.

Ma adesso c’è il covid, che ci perseguita da due anni. E siamo tutti stanchi. I bambini che oggi hanno 5/6 anni che avranno di questo? A loro cosa rimarrà?
Banchi separati, volti coperti, distanza.

Con tutte queste restrizioni non facciamo altro che cristallizzarci e inasprirci nei confronti altrui. C’è chi ancora ha paura della gente e per questo non esce da casa, non vede nessuno ed ha messo la propria vita in stanby.

E che ne sarà di tutti questi bei momenti? Del compagno di banco?
Il covid ci ha cambiati e continua a farlo. E se non ci ha uccisi, lo ha fatto di certo umanamente parlando.

E siamo tutti come un po’ appesi ad un filo, che nuotiamo in un oceano di incertezze, con l’amaro in bocca.

In un tempo in cui dobbiamo stare distanti, l’unico tempo che vorremmo è quello di un abbraccio sincero.

Mostra di più

Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button