E’ stato inaugurato ieri a Gela il Museo dei Relitti Greci nell’area demaniale denominata Bosco Littorio. Si tratta di una struttura che contiene al suo interno prima di tutto una nave da carico ritrovata in fondo al mare a circa 800 metri di distanza dalla riva di contrada Bulala.
Il relitto greco del V secolo a.C. ritrovato a contrada Bulala
All’inaugurazione della struttura, che è stata finanziata per oltre 5 milioni di euro dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana con l’aggiunta di un contributo straordinario di 480mila euro da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, erano presenti l’assessore ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato, la sopraintendente ai Beni Culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo, e gli altri addetti ai lavori che hanno contribuito alla realizzazione di questa opera.
Le dichiarazioni della Soprintendenza ai Beni Culturali
La stessa soprintendente Daniela Vullo ha sottolineato come l’inaugurazione abbia avuto luogo dopo quattro anni dalla consegna dei lavori e come ci sia stato un contenzioso durante la gara d’appalto.
«La consegna dei lavori è avvenuta a gennaio 2022 – ha detto la Vullo –. Le lungaggini burocratiche perché in fase di gara c’è stato un contenzioso e l’appalto è stato bloccato per un po’ di tempo all’Ufficio Regionale per le Gare d’Appalto. Oggi abbiamo evidenziato che si tratta di un lavoro condotto d’ufficio, dalla Soprintendenza di Caltanissetta, dalla progettazione alla direzione dei lavori e all’allestimento museale. Non abbiamo fatto ricorso a professionalità esterne e per quanto riguarda il territorio gelese ci aspettiamo che questo museo sia il punto di partenza per il rilancio culturale e turistico di Gela proprio grazie al notevolissimo patrimonio archeologico di cui la stessa città dispone».
Installazioni immersive e tecnologia per attrarre i giovani
Il fiore all’occhiello di questo nuovo museo è quindi «un relitto greco della prima metà del V secolo a.C., ritrovato nelle acque antistanti contrada Bulala a 800 metri dalla costa. E’ individuato da alcuni sub alla fine degli anni ’80 e da quel momento sono partiti gli scavi, il recupero, il rilievo e il restauro dei legni, tutte cose che poi hanno portato alla costruzione del museo e alla musealizzazione».
Questo museo è abbastanza innovativo «perché vi sono delle installazioni tecnologiche, che riteniamo attrattive per i giovani. Per la prima settimana l’ingresso sarà gratuito in maniera tale da consentire agli abitanti di Gela e alle scolaresche di poterlo visitare in tranquillità. Dopodiché lasceremo avviare il museo e si potranno organizzare varie iniziative. La gestione sarà dal Parco Archeologico di Gela, noi come Soprintendenza abbiamo recuperato il relitto, abbiamo realizzato il museo e tuteliamo tutto quello che c’è dentro, ma non disponiamo di personale di custodia».
Il passaggio della gestione al Parco Archeologico di Gela
Il relitto però non è solo quello di cui si è già parlato, in quanto «ce n’è un altro che è stato recuperato dalla Soprintendenza del Mare che ha i legni in fase di restauro e un terzo che è sempre a cura della Soprintendenza del Mare, perché tutte le competenze che riguardano il patrimonio archeologico del mare sono passate di competenza a questo ente. Ci sono due installazioni di tipo multimediale, nello specifico una camera immersiva e un’altra al piano superiore, e poi una sala espositiva al centro con l’esposizione del relitto e con le vetrine laterali che contengono quanto recuperato del carico del relitto e anche parte del carico recuperato dal secondo relitto. Il passaggio al Parco Archeologico di Gela avverrà nei prossimi giorni».