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“Green pass discriminatorio”: attacco della FLC CGIL

Sempre nel vivo la discussione sull'obbligatorietà del Green pass negli edifici scolastici: le parole di Cettina Brunetto segretaria FLC CGIL

Continua a tenere banco la questione Green pass per quanto concerne il settore dell’istruzione, dalle scuole primarie fino all’università. Le ultime disposizioni nazionali, in vigore dal 6 agosto, non hanno raccolto il parere positivo dei sindacati, sul piede di guerra per difendere i diritti delle proprie categorie di riferimento. Stando alle parole di Cettina Brunetto, segretaria FLC CGIL Sindacato Scuola Catania, c’è bisogno di un pronto intervento da parte del Governo per scongiurare spiacevoli crociate interne, tra docenti e personale ATA. Ribadita, ancora una volta, la contrarietà all’obbligatorietà del Green pass.

Nell’intervista rilasciata alla nostra redazione il Green pass è ritenuto uno strumento discriminatorio e divisivo da parte del Sindacato Scuola

“La posizione del sindacato FLC CGIL Catania resta immutata: siamo pro-vaccini obbligatori, chiediamo la legge su obbligo dei vaccini come già affermato da Landini. Lo stato deve assumersi le proprie responsabilità. Il green pass è soltanto uno strumento altamente discriminatorio e fino a quando non ci sarà l’obbligo, i lavoratori non possono essere vessati e costretti perché nessun altro settore è stato penalizzato. Il personale scolastico è passato da eroe a vittima sacrificale e nessuno si è lamentato in questi mesi, né il sindacato ha fatto azione dimostrativa, data l’emergenza straordinaria in corso.

Però – continua la segretaria Cettina Brunetto – nel momento in cui si pone il Green pass obbligatorio semplicemente come strumento per spaccare in due la categoria e creare malumori, noi non possiamo avallare questo aspetto punitivo. Si parla di ammende e sospensioni, ma gli insegnanti che colpa devono espiare? Parliamo di una categoria al 90% vaccinati e questa discussione non dovrebbe toccare la scuola. È solo un pretesto per fare polemica e creare malumore all’interno degli edifici scolastici. Siamo all’assurdo. Viene meno la partecipazione democratica e questa visione penalizzante non possiamo sposarla”.

Una breve chiosa è riservata ad alcune categorie (non facenti parte né dei docenti né del personale ATA) colpite in maggior modo dall’ultimo decreto

“A scuola ci sono categorie, come gli educatori e chi collabora come assistente alla comunicazione, che sono tenute ad avere il Green pass obbligatorio. È un accanimento. Il sindacato nell’ultimo anno non ha mai rappresentato un ostacolo, salvando l’intero anno scolastico nonostante un periodo di vuoto coperto dai docenti che si sono attrezzati come meglio potevano senza avere una norma di riferimento. Siamo di fronte a una speculazione divisiva su questo aspetto. La categoria è vaccinata al 92%. Il vaccino è l’unico tentativo per arginare la pandemia e non va fatta nessuna speculazione”.

Diverse le misure chieste dal sindacato alternative all’esibizione obbligatoria del Green pass, come sottolineato dalla segretaria FLC CGIL:

“Stiamo chiedendo test salivari ed una forma di controllo che va fatta a tutti, vaccinati e non vaccinati per garantire l’incolumità di tutti. Il problema c’è ma va risolto non col Green pass obbligatorio ma in tutte le aspettative e sfaccettature. Non possiamo ridurci a recitare un “rosario”, servono classi ridotte, organico adeguato, distanziamento da migliorare (adesso è sceso ad un metro). Prima di andare ad affrontare a mani nude un altro anno complicato. E la colpa non si può dare all’8% di persone che non si è potuta o voluta vaccinare”.

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Redazione

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