Cosa ci ricorda la data del 1413? Per fortuna, nulla di rivelante! Non arrivate subito alle conclusioni, disfattisti di comodo che non siete altro! Cari criticoni a parole, nei fatti concreti invocanti aiuto dall’Italia fino all’isola di Cuba, avete perfino superato quella “macchietta” del comico Pippo Franco! Correvano gli anni tra il 1990 e il 1991, e il varietà imbastito dalla compagnia del Bagaglino, intitolato «Crème Caramel», ci faceva ridere a crepapelle, quando vedevamo il già citato Pippo Franco, artista tutto “naso e sentimento”, interpretare il ruolo dello stradario, cioè dell’uomo della strada.
Alla domanda «lei da che parte sta?», il (finto) gagà dei “poveretti” rispondeva: «Io so’ sempre all’opposizione!». Di acqua ne è passata, sotto i ponti corrosi dal muschio della comicità e della storia. I mutamenti, del tutto inaspettati, nei metri di giudizio dei cittadini-elettori, unitamente al mutamento della Grande Storia, hanno permesso, ai “ghettizzati” di un tempo, l’approdo ai vertici delle Istituzioni repubblicane. Alle soglie del ciclone «Tangentopoli», avresti mai asserito che un Governo, a trazione «Destra», sarebbe stato il più longevo nell’Italia postbellica, tra quelli susseguitesi dal 1946 ad oggi? Se non ti spernacchiavano, ti avrebbero borchiato come un folle da manicomio!

Insistevi nell’asserire la necessità di una svolta destrorsa per il bene della Repubblica Italiana? Potevi giocare al «Paroliere»: di certo, avresti collezionato tutti i dileggiamenti possibili e immaginabili, rigorosamente terminanti nel suffisso «-ista»! Eccoci qua, a pochi giorni dal 4 settembre 2026. I militanti con una storia da «polo escluso» trattengano i lucciconi agli occhi, le nuove leve da «Patriottismo 2.0» resistano, giusto il tempo di intonare l’«Inno di Mameli», dal compulsare, in ogni istante, lo smartphone!
Cosa chiedere a quella «Giorgia Nazionale», che la stampa mondiale, a trazione liberal, hanno incoronato come esempio di pragmatismo, efficienza e affidabilità? Non veniteci a dire che le corazzate giornalistiche del New York Times e del Times siano i nuovi conversi al tradizionalismo: c’è un limite alla disonesta intellettuale, non dimentichiamolo.
Quali auspici rivolgere ad un esecutivo, in apparenza così detestato, preferenze elettorali alla mano rappresentante una compagine governativa votata, applaudita, invidiata da quanti ne vorrebbero occupare gli scranni? Non è questa la sede per giocare a «Scarabeo». Limitiamoci ad incrociare la parola PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) con la parola PIL (Prodotto Interno Lordo). Il risultato vi riporterà a riprendere il motto di San Francesco d’Assisi: «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».
Tra un rimando alle radici cristiane e il riadattamento delle medesime ai tempi del nostro presente, traiamo ispirazione da un motto mai detto dal «Poverello di Assisi», eppure verosimile per ricalcare, nel 2026, le gesta compiute dall’Alter Christus. 1 + 4 + 1 + 3 danno, come somma, il numero 9. Il numero, risultante dalla somma dei giorni che ha vissuto il Governo Meloni, non ha nulla di cabalistico.
Con più sobrietà ed umiltà, il numero 9 rimanda ai carismi paolini, denominati, rispettivamente: Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Fedeltà, Mitezza, Dominio di sé. Con l’adozione di quei Valori che hanno reso davvero grandi gli Imperi, le Monarchie e le Repubbliche dell’Occidente, Valori in grado di contenere le innumerevoli tracimazioni della vanità umana, insita in ciascuno di noi, sarà possibile operare una svolta. Ciascun Italiano potrà, finalmente, essere parte attiva e fattiva di una Nazione che è tornata ad essere nuovamente protagonista in Europa e nel mondo, per lo meno da 1413 giorni.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Vogliamo scegliere un dipinto, in grado di riassumere, senza l’adozione di periodi articolati o frasi da adoperare in un pezzo giornalistico, l’essenza del Governo più longevo nella Storia della Repubblica Italiana? Gustatevi pure l’affresco intitolato «Allegoria del Buon Governo» di Ambrogio Lorenzetti, risalente al 1338-1339. Per la serie: le radici profonde non gelano mai!)