Il mare siciliano resta malato: sette punti su dieci oltre i limiti di legge secondo Goletta Verde

di Giuliano Spina

Sedici campioni su ventitré risultano inquinati. Legambiente denuncia ritardi nella depurazione e punta il dito contro il caso emblematico di Aci Trezza

Il mare della Sicilia continua a presentare criticità ambientali importanti. È quanto emerge dall’ultima campagna di monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente, che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio ha analizzato 23 punti lungo le coste dell’Isola, distribuiti nelle province di Messina, Trapani, Palermo, Catania, Caltanissetta e Agrigento.

Il bilancio è tutt’altro che rassicurante: 16 punti, pari al 70% del totale, sono risultati oltre i limiti di legge, mentre soltanto sette hanno fatto registrare valori nella norma. I campionamenti hanno interessato 16 punti a mare e sette punti considerati particolarmente sensibili, come foci di fiumi e scarichi.

Secondo Legambiente, il dato conferma ancora una volta le carenze del sistema di depurazione delle acque reflue, che continua a rappresentare uno dei principali problemi ambientali della regione.

Aci Trezza simbolo delle criticità

Tra le situazioni più preoccupanti spicca ancora una volta quella di Aci Trezza, nel Catanese, dove il punto monitorato sul lungomare Galatea è risultato fortemente inquinato.

Si tratta di una criticità ormai cronica. Dal 2020 Goletta Verde rileva costantemente valori fuori norma nello stesso tratto di mare, attribuendo il problema ai ritardi nella realizzazione del collettore fognario e alla mancata risoluzione delle problematiche depurative.

Per richiamare l’attenzione sulla vicenda, volontari e volontarie di Legambiente hanno esposto lo striscione “Che Vergogna” proprio sul lungomare.

Alla situazione si aggiungono anche le segnalazioni dei cittadini, che denunciano la presenza di materiali di risulta e rifiuti accumulati sugli scogli, aggravata dagli effetti del ciclone Harry. I residenti chiedono da tempo un intervento di bonifica e di riqualificazione dell’area.

Agrigento, tutte le foci risultano fortemente inquinate

Il quadro peggiore emerge nella provincia di Agrigento, dove tutti e tre i punti monitorati sono risultati fortemente inquinati.

Le criticità riguardano:

  • la foce del torrente Cansalamone, a Sciacca;
  • la foce del fiume Naro, in località Cannatello;
  • la foce del fiume Palma, a Marina di Palma di Licata.

Situazione completamente diversa nel Nisseno, dove i due campionamenti effettuati a Marina di Butera e a Gela sono risultati entro i limiti di legge.

Palermo e Catania restano osservate speciali

Anche Palermo continua a registrare numerose criticità.

Su otto punti controllati, cinque sono risultati oltre i limiti di legge. Tra quelli fortemente inquinati figurano:

  • la foce del fiume Oreto;
  • la foce del torrente Nocella;
  • il mare davanti allo scarico di via Messina Marine;
  • la spiaggia Ciammarita di Trappeto.

Nel Catanese, invece, tutti e tre i punti monitorati sono risultati fortemente inquinati: la Playa di Catania, la foce del torrente Macchia a Riposto e il già citato lungomare di Aci Trezza.

Messina e Trapani: situazione a macchia di leopardo

Nel Messinese due punti su tre sono risultati oltre i limiti.

Le criticità interessano:

  • la foce del torrente Patrì a Barcellona Pozzo di Gotto;
  • la foce del canale a Valdina.

Entro i limiti, invece, il mare nei pressi del depuratore Fossazzo di Milazzo.

In provincia di Trapani risultano fortemente inquinati:

  • il lungomare Dante Alighieri;
  • il mare presso lo scarico del depuratore di Marinella di Selinunte;
  • la foce del fiume Delia a Mazara del Vallo.

Positivo soltanto il dato registrato a San Cusumano, nel territorio di Erice.

Pochi cartelli per informare i bagnanti

Accanto ai dati ambientali, Goletta Verde ha verificato anche la presenza della cartellonistica informativa.

Il quadro evidenzia ancora molte lacune.

Nel 43% dei punti monitorati mancavano i cartelli di divieto di balneazione, mentre solo in due località erano presenti informazioni sulla qualità delle acque.

Secondo Legambiente, garantire ai cittadini informazioni corrette rappresenta un preciso dovere delle amministrazioni comunali.

Legambiente: “La depurazione deve diventare una priorità”

Per Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, i risultati confermano problemi ormai strutturali.

«Il monitoraggio della costa siciliana racconta, ancora una volta, delle importanti criticità da risolvere sul fronte della depurazione. La fotografia scattata da Goletta Verde testimonia ancora una volta i problemi cronici alla rete di depurazione delle acque reflue. Di anno in anno le criticità aumentano, segno che non vengono affrontate dalle amministrazioni che continuano a girare la faccia per non vedere il problema».

Castronovo sottolinea come molti dei campionamenti siano stati effettuati proprio nei pressi degli impianti di depurazione.

«Questo significa che in molti casi gli impianti non funzionano come dovrebbero. I siciliani hanno diritto a un mare sano e a essere informati sulla qualità delle acque. L’efficientamento della rete di depurazione deve diventare una priorità».

Il caso del porto di Catania

Durante la tappa siciliana, Goletta Verde ha acceso i riflettori anche sul nuovo Piano Regolatore del porto di Catania.

Secondo Legambiente, il progetto rischia di compromettere aree di grande valore naturalistico come la scogliera di Armisi e il torrente Acquicella.

Pur riconoscendo l’importanza strategica del porto per l’economia della Sicilia orientale, l’associazione ritiene eccessiva l’espansione edilizia prevista dal piano, auspicando invece interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale.

Quarant’anni di Goletta Verde

L’edizione 2026 celebra il quarantesimo anniversario di Goletta Verde, storica campagna di monitoraggio ambientale di Legambiente.

Anche quest’anno l’iniziativa è sostenuta dal CONOU, il Consorzio Nazionale degli Oli Usati, impegnato nella raccolta e rigenerazione degli oli minerali esausti secondo i principi dell’economia circolare.

Per il responsabile dell’Area 1 del Consorzio, Maurizio Arcidiacono, una corretta gestione di questi rifiuti rappresenta un contributo concreto alla tutela del mare e dell’ambiente, riducendo l’inquinamento e favorendo il recupero delle risorse naturali.

jacktoto