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Giudice Livatino: il prossimo 9 maggio la beatificazione ad Agrigento

La beatificazione del giudice Rosario Angelo Livatino si terrà domenica 9 maggio 2021. Una data carica di significato dato che il 9 maggio è l’anniversario della visita di san Giovanni Paolo II ad Agrigento, la città del Giudice. L’avviso è stato reso noto dall’Arcivescovo di Agrigento, Cardinale Francesco Montenegro e dall’arcivescovo coadiutore, Monsignor Alessandro Damiano.

Livatino trucidato dalla “Stidda”

l Giudice girgentino venne brutalmente trucidato mentre si recava a lavoro sulla strada che porta da Canicattì ad Agrigento quel lontano 21 settembre 1990 all’età di 37 anni dai mafiosi della “Stidda” agrigentina. Per bocca dell’Arcivescovo di Agrigento, la città gli rende l’estremo omaggio: “In preparazione all’evento saranno predisposte delle iniziative di carattere civile ed ecclesiale sulla figura del prossimo Beato”.

Giudice Livatino, martirio “in odium fidei”

Per il giudice è stato riconsciuto dalla Santa Sede  il martirio “in odium fidei” (in odio alla fede). La prova del martirio è arrivata anche grazie alle dichiarazioni rese da uno dei 4 mandanti dell’omicidio, che ha testimoniato durante la seconda fase del processo di beatificazione. In quel frangente è emerso che chi commissionò il brutale omicidio conosceva quanto Livatino fosse retto, giusto e attaccato alla fede e che per questo motivo, non poteva essere un interlocutore della criminalità. L’unico modo per non farlo più parlare era eliminarlo fisicamente.

“Un esempio per coloro che operano nel campo del diritto”

Giovanni Paolo II si espresse nel 1993, incontrando i familiari della vittima, dicendo che Livatino è “un martire della giustizia e indirettamente della fede”. Gli ha fatto eco anche Papa Francesco primo sostenitore della beatificazione, incontrando nel 2019 i membri del “Centro Studi Rosario Livatino”. “Un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l’attualità delle sue riflessioni” disse Papa Francesco, in quell’occasione.
La memoria del Giudice, adesso, rimarrà imperitura.
G.G.
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Redazione

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