Tra i siti che ospitano leggende in Sicilia c’è n’è uno ad Agrigento che negli ultimi anni ha acquisito un’importanza sempre più ampia, il Giardino della Kolymbethra. Si tratta di un sito che dal 1999 è patrimonio del Fondo Ambientale Italiano e che spesso è nascosto alla vista dei turisti per via delle scarpate calcaree che lo caratterizzano.
La storia antica tra ipogei e bacini d’acqua
La guida turistica Antonio Bruccoleri spiega in primis come Giardino della Kolymbethra oltre ad avere tantissime storia alle spalle rappresenti anche uno scrigno di natura davvero unico.
«Direi che è una incentivo in più – afferma Bruccoleri – per visitare la Valle dei Templi, perché dopo aver fatto il giro attorno al tempio di Giunone ed essere scesi lungo la Via Sacra si arriva prima al tempio della Concordia e poi in quello di Ercole. In seguito superando la Porta Quarta si arriva al tempio di Giunone Olimpico e alle spalle c’è il Santuario delle Divinità della Terra. Dai tre templi nell’Ottocento il Marchese di Serradifalco ha eretto uno spigolo a quattro colonne. Di fronte al tempio dei Dioscuri si scende e si arriva al Giardino della Kolymbethra. Era un grande sbocco di ipogei e si pensa che l’acqua del mare arrivava lì perché l’emporium era nella vicina San Leone. Fu ideato da Feace e nell’epoca più bella di Agrigento Diodoro dice che era una vasca piena di uccelli colorati e di pesci. Si narra addirittura che vi si svolgevano le battaglie navali».
Lo sbocco di questi condotti sotterranei «fu interrato e divenne un grande aranceto. Si vede questa grande conca che a fine anni ’90 il Fai chiese la concessione per poterlo gestire ed è stato convertito in un grande giardino con le tecniche arabe di irrigazione facendo tornare alla luce una grande cisterna. Da quest’ultima l’acqua proveniente dalle sorgive viene convogliata ed è stata creata la saia. Ci sono anche diverse piante di agrumi e di specie tipiche della flora mediterranea. Il Fai gestisce il tutto con dei giovani che si alternano alla guida del giardino».
Il mito di Proserpina e Demetra
Riguardo alle leggende è importante «il Santuario delle Divinità della Terra, perché Proserpina figlia di Demetra venne rapita da Plutone. Si narra che Demetra girava per la Terra con due grandi alberi fiammeggianti in mano cercando sua figlia. Giove concesse a Demetra di avere indietro la figlia se non avesse mangiato il melograno nel regno dei morti. A Proserpina fu quindi concesso di tornare sulla Terra e quattro mesi all’anno Proserpina è nel regno dei morti e torna sulla Terra allegra nei mesi primaverili ed estivi».