Addio a Fulvio Lucisano, il produttore che ha attraversato la storia del cinema italiano

di Denise Bentivegna

Il cinema italiano perde uno dei suoi grandi costruttori. Fulvio Lucisano è morto oggi, 18 agosto 2026, a Roma, all’età di 98 anni, dopo una vita interamente dedicata al grande schermo e alle storie che hanno accompagnato generazioni di spettatori.

Nato a Roma il 1° agosto 1928, Lucisano entra nel mondo del cinema giovanissimo. Il suo percorso comincia nel dopoguerra, quando ancora il cinema italiano sta cercando una nuova identità. Nel 1949 lavora a un documentario dedicato al Giubileo e successivamente collabora con l’Istituto Luce alla realizzazione di cinegiornali destinati all’America Latina.

Nel 1955 arriva la prima produzione di un lungometraggio, I quattro del getto tonante. Tre anni più tardi nasce la Italian International Film, la società destinata a diventare il cuore della sua lunga attività produttiva.

Da quel momento il nome di Lucisano entra in una delle pagine più importanti della storia dello spettacolo italiano.

Commedia, cinema d’autore, film popolari e opere destinate a diventare cult. Una filmografia sterminata, nella quale compaiono titoli come Ricomincio da tre, Il tassinaro, Un ragazzo di Calabria, Il grande cocomero, Notte prima degli esami, fino alle produzioni degli anni più recenti.

Ma dietro quei titoli, più dei numeri, resta una qualità che ha accompagnato tutta la sua carriera: la capacità di riconoscere il talento.

Lucisano intuì, tra i primi, la forza di Massimo Troisi e produsse Ricomincio da tre, il film che nel 1981 portò al cinema il talento dell’attore e regista napoletano. Un incontro destinato a lasciare un segno profondo nella commedia italiana.

Il suo percorso produttivo ha incrociato alcuni dei nomi più importanti dello spettacolo italiano, da Alberto Sordi a Paolo Villaggio, da Troisi a numerosi registi e interpreti che hanno contribuito a costruire l’immaginario cinematografico del Paese.

La sua attività non si è limitata alla produzione. Lucisano ha ricoperto anche incarichi istituzionali nel settore, arrivando alla presidenza dell’ANICA, e ha contribuito allo sviluppo dell’industria cinematografica anche attraverso la distribuzione, la televisione e il settore delle sale.

Nel 2007 arriva la nomina a Cavaliere del lavoro da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Due anni dopo, il David di Donatello celebra i suoi cinquant’anni di carriera.

Dietro ogni riconoscimento, però, resta soprattutto una storia fatta di intuizioni.

Quella di un produttore capace di comprendere il valore di una sceneggiatura, di scommettere su un volto ancora sconosciuto, di accompagnare un regista nel momento giusto. Il mestiere di Lucisano è stato anche questo: dare alle storie la possibilità di diventare cinema.

Oggi quell’eredità passa anche attraverso le figlie Federica e Paola Lucisano, da anni impegnate nella produzione e nella prosecuzione del percorso professionale costruito dal padre.

Fulvio Lucisano ha attraversato il cinema senza limitarsi a raccontarlo. Lo ha prodotto, sostenuto, accompagnato e, in molti momenti, contribuito a cambiarne il volto.

A 98 anni si chiude così una delle più lunghe avventure professionali del cinema italiano.

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