Le frazioni marinare di Siracusa: luogo di balneazione, ma anche tanto altro

di Giuliano Spina

La periferia sud di Siracusa è un luogo davvero incantevole, nel quale le frazioni che vi ricadono, ovvero Cassibile, Arenella, Plemmirio, Ognina e Fontane Bianche, sembrano dei luoghi quasi del tutto a sé stanti rispetto al centro cittadino.

Queste frazioni sono note in particolar modo in estate perché vengono prese d’assalto soprattutto per i bagni domenicale anche da persone provenienti dalle vicine province di Catania e Ragusa, ma hanno un patrimonio naturalistico immenso che colpisce anche solo a prima vista.

Plemmirio: scogliere, Area Marina Protetta e archeologia

La guida turistica Pietro Piazza illustra proprio queste particolarità sottolineando anche come negli anni la zona sia stata meta anche di specie di fauna davvero rara.

«Il Plemmirio è caratterizzato da queste scogliere a picco sul mare – spiega Piazza –, queste falesie dove dal 2005 insiste l’Area Marina Protetta del Plemmirio, che ha permesso di salvaguardare la fauna marina della zona e il ritorno di tante specie marine, come alcuni esemplari di foca monaca avvistati tre anni fa. L’entroterra del Plemmirio ha anche delle peculiarità archeologiche, perché per esempio in contrada Torretta si trova una necropoli dell’età del bronzo, oppure a Punta della Mola si trovano le latomie costiere di età greca e le batterie della Seconda Guerra Mondiale».

Arenella e Ognina: mare cristallino e tracce preistoriche

Proseguendo verso sud si trova l’Arenella, dove «la costa è caratterizzata da scogliere più basse con diverse insenature sabbiose che permettono la balneabilità e che sono tra le zone più tranquille, frequentate anche dagli stessi siracusani. Anche la stessa Ognina, distante pochi chilometri, ha la scogliera bassa, molto bella e con un mare cristallino. Anche lì abbiamo archeologia perché sull’isolotto di Ognina, che si trova all’ingresso del porticciolo, si trovano resti dell’età del bronzo medio e spicca la cultura di Thapsos, ovvero quando le popolazioni preistoriche della Sicilia incontrarono i micenei. Sulla terraferma si trovano dei resti con delle fornaci circolari in cui veniva prodotta la calce e della salsa acida fatta con le interiora di pesce, che piaceva molto ai Romani, e strutture di latomie costiere per la lavorazione della pietra. Nelle zone vicine sono stati trovati dei cocci, che fanno pensare a un insediamento antico».

Fontane Bianche: tra sorgenti, storia antica e necropoli

Ma Fontane Bianche rappresenta quasi un capitolo a parte, perché «è la zona balneare più grande del territorio comunale di Siracusa, è quasi una città a sé, anche se c’è una piccola comunità residente che è attaccata a Cassibile. Lì ci sono sempre scogliere e mare cristallino bellissimo e una spiaggia dove ci sono le rocce bianche, sotto le quali escono dei getti di acqua sorgiva dolce. Il nome prende origine proprio da questo e gli studiosi hanno identificato il luogo come uno dei punti in cui l’esercito ateniese in rotta sconfitto dai siracusani fece al sua ritirata verso il territorio di Noto dove subì la sconfitta definitiva. Delle ricerche compiute dagli archeologi hanno trovato una necropoli paleocristiana all’interno di un residence. Sulla Punta del Cane a sud si trova un’altra necropoli paleocristiana assieme anche in questo caso alle latomie costiere».

Oasi del Gelsomineto e lo sbarco del 1943

Infine la pietra calcarea caratteristica di Siracusa «era anche esportata e non era usata solo per il consumo dei locali. Pochi sanno che il principale tempio dedicato a Zeus di Locri, nota località della Calabria, era costruito in calcare siracusano, quindi un materiale molto pregiato. Tra l’altro Locri era una delle alleate più fedeli di Siracusa tra le città della Magna Grecia. Dopo Fontane Bianche si trova l’Oasi del Gelsomineto, che è assieme a Fontane Bianche il punto di sbarco degli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ci sono diverse foto che mostrano lo sbarco nel 1943. Tra l’altro l’Oasi del Gelsomineto negli ultimi anni è diventato luogo di nidificazione delle tartarughe Caretta Caretta».