Frank Capra, il regista siciliano che trasformò la speranza in cinema

di Denise Bentivegna

Il 3 settembre 1991 si spegneva a La Quinta, in California, Frank Capra, uno dei grandi maestri della Hollywood del Novecento. Nato in Sicilia con il nome di Francesco Rosario Capra, a Bisacquino, nel Palermitano, aveva trasformato la propria storia di emigrante in una straordinaria avventura cinematografica.

Aveva appena sei anni quando partì dalla Sicilia insieme alla famiglia per raggiungere gli Stati Uniti. Una distanza geografica enorme, destinata però a non cancellare le radici né quella particolare sensibilità che avrebbe accompagnato il suo cinema per tutta la vita.

Capra arrivò a Hollywood dalla porta della gavetta, costruendo passo dopo passo una carriera che lo avrebbe portato tra i registi più celebrati della sua epoca. Il suo cinema aveva un protagonista ricorrente: l’uomo comune, fragile, imperfetto, spesso schiacciato dalle circostanze, ma ancora capace di credere nella possibilità di cambiare il proprio destino.

Con Accadde una notte, nel 1934, conquistò il primo Oscar per la regia. Altri due sarebbero arrivati negli anni successivi, consacrando uno stile capace di unire commedia, sentimento e critica sociale.

Poi arrivarono pellicole destinate a diventare classici, da Mr. Smith va a Washington a Arsenico e vecchi merletti, fino a La vita è meravigliosa, il film che più di ogni altro avrebbe legato il nome di Capra all’idea della speranza.

La vicenda di George Bailey, interpretato da James Stewart, racconta la crisi di un uomo convinto di non aver combinato nulla di importante nella propria esistenza. Sarà proprio la scoperta del valore delle sue azioni e delle persone che ha aiutato a restituirgli un senso alla vita.

In quella storia si ritrova tutta la poetica di Capra: la forza degli individui comuni, la solidarietà, la dignità, la lotta contro il cinismo e la convinzione che ogni persona possa lasciare una traccia nel mondo.

Il suo cinema non raccontava un’America perfetta. Raccontava, piuttosto, l’America nella quale Capra continuava a voler credere.

La Sicilia rimase l’inizio di tutto. Da Bisacquino a Hollywood, Frank Capra attraversò quasi un secolo di storia senza perdere quello sguardo umano che aveva reso riconoscibile il suo cinema.

Il suo nome resta legato a pellicole diventate immortali e a un’idea di racconto capace di mettere al centro persone comuni, sentimenti autentici e conflitti ancora profondamente attuali.

Da una piccola realtà siciliana alla storia del cinema americano. Una vita da film, prima ancora che un film sulla vita, sul grande schermo Frank Capra non ha mai smesso di tornare. Ogni volta che parte La vita è meravigliosa, ogni volta che una delle sue storie incontra un nuovo spettatore, quella voce torna a parlare.

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